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Le ragazze della Nazionale femminile under 26 (G. Botta, C. Burgio, F. Buttò, M. Chavarria, M. Costa, M. Salvato), accompagnate dalla loro coach Emanuela Capriata, si sono recate ad Amsterdam, in Olanda, per il torneo White House Junior, importante gara internazionale fra squadre juniores.
La competizione, open, doveva servire soprattutto come allenamento in vista dell’appuntamento più importante del calendario agonistico under 26 di quest’anno: i World Youth Teams Championships, che si terranno a Istanbul in agosto e per i quali l’Italia è qualificata nella serie femminile.
La rappresentativa italiana purtroppo non ha ben figurato nella manifestazione, finendo nel girone E di consolazione e concludendo, in questo raggruppamento, la sua gara al secondo posto.

Di seguito il commento della coach Emanuela Capriata.

Emanuela CapriataCosa non ha funzionato in questa manifestazione?

Innanzi tutto il bridge: le ragazze hanno giocato molto al di sotto delle loro possibilità. Inoltre, di fronte ai risultati non avevano il giusto atteggiamento. I giocatori delle altre squadre controllavano e ricontrollavano mani e score, mentre loro tenevano un’aria di sufficienza. Non erano presenti, non stavano vivendo pienamente la gara. Infine, sono mancati completamente lo spirito di squadra e di gruppo.

Qual è la ragione di questa situazione, secondo te, anche alla luce del fatto che le ragazze avevano già fatto squadra insieme?

E’ vero, avevano già fatto importanti gare insieme e in armonia. Però, all’interno di un gruppo di giovani, le cose possono cambiare rapidamente, e, mi auguro, anche sistemarsi con altrettanta velocità. La situazione logistica era particolare: vivevamo in due mini appartamenti in prossimità della sede di gara; questo ha comportato dinamiche diverse dal solito: le giocatrici dovevano arrangiarsi a cucinare e pulire e convivere a tutti gli effetti anche al di fuori del torneo.
A parte questo aspetto, bisogna considerare che, tranne forse Margherita Chavarria, queste ragazze possono dedicare al bridge solo un tempo limitato. Giorgia Botta e Caterina Burgio si sono appena laureate, Michela Salvato ha appena preso la laurea breve in ingegneria e Federica Buttò è alle prese con gli ultimi esami, un periodo per lei molto intenso e importante. Aggiungiamo che Margherita Chavarria fa anche parte della Nazionale femminile maggiore, dunque deve dividersi fra gli allenamenti con Francesca Piscitelli (sua compagna nella Naz. maggiore) e con Michela Salvato (sua compagna nella Naz. juniores).

La performance di Botta-Costa, che sono arrivate seconde nel torneo a coppie che si è svolto l’ultimo giorno, in qualche modo ti consola?

Assolutamente no. I componenti delle squadre più forti, in quel momento, erano impegnati nella finale, e quindi non stavano partecipando. Inoltre, altri buoni giocatori erano già partiti, e la gara aveva più scopo ludico che altro (in campo anche alcuni coach e arbitri). E poi una gara a coppie può essere molto diversa da una a squadre.

Cosa prevedi per i mondiali?

Sicuramente se vogliamo avere un buon risultato dobbiamo risolvere alcune dinamiche. L’esperienza ad Amsterdam ha dimostrato che al momento il bridge delle ragazze è sottotono e lo stesso vale per lo spirito di squadra. Purtroppo ci sono delle difficoltà oggettive, come gli impegni di Federica, che non potrà partecipare ai Campionati italiani juniores perché deve dare un importante esame in quei giorni, e quindi perderà un’occasione di allenamento. ChavarriaBottaCosta sono nel giro della Nazionale maggiore e questo da un lato sicuramente le mantiene in allenamento ma dall’altro frena la crescita della coppia ChavarriaSalvato.

Come vi allenerete nei mesi che mancano alla gara?

Purtroppo non sarà possibile organizzare un altro raduno. Quindi cercheremo di concentrarci sui prossimi impegni, come i Campionati italiani juniores e gli European Youth Pairs Championships per quanto riguarda il nostro gruppo, mentre i Campionati italiani a squadre femminili e gli European Women Teams Championships saranno un’altra ottima occasione di allenamento per le ragazze. Inoltre cercheremo di parlare molto dell’esperienza vissuta per risolvere i problemi, recuperare il giusto atteggiamento e tirare fuori il meglio della squadra.