Bridge, lo Sport della Mente

Sliding Doors

da | Apr 26, 2014 |

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Laura Nante e Giorgio DuboinUna delle operatrici Rama/Vugraph presenti a questi Campionati è Laura Nante.
Se questo nome non vi suona del tutto familiare è solo perché la sua brillante carriera è stata stroncata in tenera età da una decisione, se vogliamo nemmeno troppo reprensibile, di suo padre.

Andiamo per gradi. Una manciata di anni fa (ma non vi diremo quanti), Laura Nante ha cominciato a giocare a bridge insieme a un suo coetaneo. I ragazzini, all’epoca appena quindicenni, erano due fenomeni: nel giro di pochi anni hanno ottenuto nelle competizioni juniores nazionali e internazionali risultati entusiasmanti.
A quel punto, incoraggiati dai talent scouter, a entrambi è balenata nella mente l’idea di rendere il bridge la propria attività principale. Per fare ciò avrebbero dovuto studiare convenzioni e tecnica durante il giorno e iscriversi, per quanto riguarda il normale percorso scolastico, alle lezioni serali.

Cosa avreste fatto nei panni dei loro genitori?
Il padre di Laura lo ha impedito e ha preteso che lei continuasse regolarmente gli studi. L’altra famiglia invece non si è opposta e il risultato è che il secondo nome vi sarà più familiare: il compagno di bridge di Laura Nante era Giorgio Duboin.

Sliding doors, destini interrotti, disuniti per scelte imposte (ma esiste un modo giusto di fare i genitori? Qual è il confine fra accompagnare e guidare, e a che età bisognerebbe lasciare i figli liberi, eventualmente anche di sbagliare?)
Fatto sta che per trent’anni Laura, che gli amici del bridge chiamavano “Moka” perché piccola e scura di capelli, come un chicco di caffè, non ha più voluto sentir parlare di licite, carte e board.

Ha ritrovato il bridge a questo Campionato, quando per un posto vacante nello staff Rama/Vugraph è stata proposta dalla sorella Daniela, già consolidata operatrice. Uno dei primi giocatori che ha seguito è stato proprio lui, Giorgio Duboin, che dopo tanti anni ha riabbracciato la sua amica Moka.

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