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Il Bridge A Scuola (BAS) di tanti anni fa è stato una bella iniziativa della nostra Federazione e sarebbe stata la soluzione di tutti i problemi di svecchiamento se si fosse pensato di più a come gestire i ragazzi una volta finita la scuola. Purtroppo si sono persi tutti o quasi per mancanza di strutture, di soldi, di insegnanti disposti a fare tutti i sacrifici che avevano fatto in quegli anni.

Proprio in quegli anni mi era capitato di dirigere il torneo interscolastico di fine corso e, senza sapere effettivamente a cosa mi sarebbero serviti, mi presi tutti numeri di telefono e gli indirizzi e-mail dei ragazzi. Ad Agosto dello scorso anno decisi che era giunto il tempo di rispolverare quel foglietto e, dopo 7 anni, cercai di rintracciare quelli che, all’epoca, erano bambini e che oggi avevano 19/20 anni circa. Facebook mi è stato di grande aiuto. Alcuni non erano più interessati, qualcuno non sono riuscita a trovarlo, ma da altri ho ricevuto risposte positive e così ho cominciato il reclutamento. E’ stato solo il punto di inizio perché quello che ci serviva era che i ragazzi, rispolverato il sacro furore, portassero altri ragazzi e così via. I ragazzi, in un ambiente di grandi, non stanno volentieri. Stanno bene tra di loro ed è pure giusto così. Al corso fiori di Dario Attanasio iniziato a Ottobre sono arrivati così altri ragazzi e si è formato un bellissimo gruppo. Ancora il bridge non lo conoscono, non si ricordano le dichiarazioni, sbagliano a giocare la carta; ma per imparare avranno tempo.

Per il momento sono appassionati, si divertono, scherzano, stanno bene tra di loro e con noi. E questa, al momento, è la sola cosa che importa.
Come EtnaBridge abbiamo pensato di mandarli a disputare i Campionati Under 26 ed è stata una festa. Lo è stata quando abbiamo cercato di allenarli cercando un compromesso tra tutti i loro impegni, è stata una festa quando gli abbiamo fatto il biglietto di andata, quando sono andati loro alla stazione per fare il biglietto di ritorno. E’ stata una festa il giorno prima di partire, il giorno della partenza e tutti i tre giorni che sono stati a Riccione con Dario. E poi sono pure arrivati quarti nella categoria esordienti a squadre, ma primi come CaS, e pure nel coppie.

Ieri sono tornati dopo avere passato una notte in treno senza chiudere occhio e di pomeriggio sono venuti a giocare il torneo delle uova e c’era un grosso uovo per ciascuno di loro ma soprattutto tanti applausi di tutti quelli che, pur non sapendo i dettagli di questa manifestazione, sono però sempre pronti a supportarci nella crescita di questi ragazzi che poi altro non è che la nostra stessa crescita. Giocare a bridge in maniera fine a se stessa è troppo poco, troppo triste. Riuscire a trasmettere la passione, l’amore per questo sport, le conoscenze tecniche rende sicuramente vivo il bridge e più vivi noi che lo pratichiamo con amore. Non c’è cosa più bella di vedere giocatori esperti al tavolo contro questi ragazzi, soffermarsi per spiegare loro le mani, come sarebbe dovuta andare la dichiarazione, l’attacco, il gioco. Paulo Coelho ne “L’Alchimista” scrive:

Quando desideri qualcosa tutto l’Universo cospira affinché tu la ottenga

che in fondo altro non è che la sua spiegazione del termine “passione”. Questo è stato il motore che ci ha spinti e che continua a farci camminare in una direzione che, al momento ci ha dato tante soddisfazioni. E non in termini bridgistici ma umane. Che poi sono le più importanti.

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Il giorno della partenza dei ragazzi, Tiziana ha scritto queste parole per i soci della ASD:

Oggi hanno preso l’aereo con Dario Agnese, Fabio, Elisabetta, Valentina, Mirko, frutto del lavoro nostro come Etna Bridge rivolto a dare una svolta al bridge catanese in tutti i sensi. L’emozione e l’eccitazione della partenza mi ha riportato indietro di 40 anni quando facevamo le gite scolastiche ed era quasi più bella l’attesa, la preparazione che non i giorni stessi della gita. Sono ragazzi che ancora vanno a scuola o che ne sono appena usciti, che hanno frequentato, compatibilmente con tutti gli impegni di un ragazzo di 19/20 anni, le lezioni di un Corso Fiori che è finito qualche giorno fa. Alcuni di loro non abitano neppure a Catania ma si sono appassionati e fanno sacrifici per venire a giocare con noi. Una di loro viene dal Bridge A Scuola, gli altri dal passaparola che è sicuramente il modo migliore per trovare giovani ed insegnargli il bridge. E più giovani ci sono e più ne vengono. I ragazzi devono stare con ragazzi: se ce ne sono tanti, tanti altri ne verranno. Tra qualche minuto questi ragazzi si siederanno a giocare nella categoria Esordienti e sono emozionata per loro come se fosse il mio primo campionato. Non importa come si qualificheranno, è importante che siano lì, che si divertano, che siano un gruppo, che si affiatino. Avranno tempo per imparare a giocare a bridge… Insieme a loro c’è anche Seby Scatà che giocherà con Mirko nella sezione  Esperti… e Caterina che ormai è una veterana. Federica ha troppi impegni di studio e questa volta ha dovuto rinunciare.
Catania, con EtnaBridge, dopo un tempo infinito, porta una intera squadra di under 26 ai Campionati! Siamo emozionati, orgogliosi, felici!
Forza ragazzi e, come si dice, comunque vada sarà un successo!!!

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