Il ricordo del Presidente FIGB Gianni Medugno

guidoTrovare le parole in queste circostanze drammatiche è davvero difficile. Oggi il Bridge Italiano perde un interprete straordinario, un campione talentuoso, un uomo che ha dedicato tutta la vita alla sua vera passione. Per elencare tutti i trofei che Guido Ferraro ha conquistato nella sua brillante carriera servirebbe un intero numero di Bridge d’Italia.  Un palmares straordinario sempre legato a filo doppio, sin dall’inizio, al team di Maria Teresa Lavazza, che sono certo sia totalmente lacerata dal dolore. Ciò che certamente ci mancherà di più sarà il suo spontaneo umorismo, il suo pungente sarcasmo, il suo profondo acume intellettivo. Un uomo dotato di un’intelligenza rara, della capacità di trasformare criticità in opportunità, con brillante e puntuale analisi. Protagonista al tavolo e fuori, indimenticabili i suoi commenti in Bridge Rama che rendevano i Campionati ancor più piacevoli ed accattivanti. Riconosciuto in campo nazionale ed internazionale, da tutti gli addetti ai lavori indistintamente, quale esempio di correttezza e lealtà. Consigliere Federale, Presidente negli ultimi anni della Commissione Arbitrale, categoria dalla quale si è saputo meritare sul campo stima e rispetto. Per noi, in questo anno e mezzo, è stato un esempio; indubbiamente tra i più esperti, ha interpretato un ruolo determinante in molte circostanze, sempre a disposizione di tutti con umiltà ed atteggiamento costruttivo. Devo sicuramente anche a lui la passione per questo meraviglioso gioco; ricordo che ero davvero giovane quando per la prima volta, facendo il porta-board al Campari di Milano, notai una squadra di giovanissimi Juniores italiani veleggiare sempre nei primi tavoli e cominciai a fare il tifo per loro anche se non li conoscevo tutti. Arrivarono secondi, io deluso loro felicissimi, ma era già chiaro a tutti che sarebbero stati i protagonisti del futuro. Quella squadra era composta da Norberto Bocchi, Stefano Lang, Guido Ferraro e Giorgino Duboin. Già, Giorgino, il compagno di sempre, l’amico di tutta una vita. E’ stato lui in questi ultimi giorni, nelle ultime ore, ad aggiornare quotidianamente tutti gli amici sulla situazione drammatica che precipitava istante dopo istante, distrutto ed incredulo davanti ad un ingrato e spietato destino. Il senso di totale impotenza di Cinzia, sconvolta e affranta, che mi diceva “Rivoglio il mio Guido con la sua testa matta”. Non ci possono essere parole appropriate per descrivere tutto questo, esistono e rimangono però i ricordi. Grazie ai ricordi si possono portare con sé i momenti più emozionanti, quelli più belli delle nostre vite. Per questo voglio portare con me, nel mio cuore e per sempre, il ricordo di quella faccia scanzonata, di quella risata coinvolgente, il gusto di prendere e prendersi in giro, l’istintiva generosità ed il rispetto per valori fondamentali come l’amicizia.

Ciao Guido, sarà davvero dura senza di te.

Gianni Medugno

Il ricordo del Presidente WBF Gianarrigo Rona

Il mondo del bridge è devastato da un’altra grande perdita. Guido Ferraro ci ha lasciati improvvisamente, in età ancora giovane, dopo una breve malattia.
Guido era una figura di rilievo per il bridge italiano e mondiale, con un palmares eccezionale: la vittoria alle Olimpiadi di Maastricht nel 2000, alla Rosenblum nel 2002, al World Open Transnational nel 2003, agli European Open Teams Championships nel 1999 e nel 2001, agli European Mixed Teams Championships nel 2002, alla European Champions’ Cup nel 2002, 2011, 2012 e 2013, alle quali va aggiunta un’incredibile sfilza di titoli ai Campionati italiani e a vari eventi di livello internazionale.

Guido era membro degli Appeals Committees di WBF ed EBL e del WBF Systems Committee. Apprezzato e amato in tutte le parti del mondo, Guido lascia una profonda tristezza e un ricordo scolpito in tutte le persone che lo hanno conosciuto e sono state sue amiche. La WBF si inchina alla sua memoria e condivide questo dolore con la sua famiglia e con la Federazione Italiana.

Gianarrigo Rona

Il ricordo di Norberto Bocchi

BocchiA Guido.
Non rivedrò più Guido Ferraro? Sembra impossibile crederci, ancora più difficile descriverlo.
Guido era un uomo decisamente intelligente, vivace, sempre allegro, di grande talento bridgistico ma soprattutto un grandissimo AMICO che se ne va troppo presto, davvero troppo presto… E so che questa volta non è uno dei tanti scherzi che in 37 anni che lo conosco mi ha fatto.
Il suo carisma e la sua perspicacia erano riconosciute in ogni angolo del mondo: tutte le volte che stavo con lui io mi consideravo solo un’ombra per tutto quello che sapeva trasmettere.
La nostra squadra, a cominciare da Maria Teresa Lavazza, sentirà un vuoto davvero incolmabile. Sostituire Guido sarà più che difficile, sarà impossibile.
Cara Cinzia, capisco il vuoto che sentirai, non saprei come confortarti perché nemmeno con me stesso trovo parole di conforto: Guido mancherà molto a noi tutti e non voglio pensare nemmeno per un momento quanto mancherà a te.
Un grande uomo ci lascia.
Guido, la nostra vita sarà più grigia, più triste, più noiosa, molto più vuota e molto meno divertente senza di te, però so bene che tu – con il tuo modo di intendere la vita – ci diresti di ricordarti solo nell’allegria e noi cercheremo di fare il possibile per accontentarti anche se sarà difficile.
Guido, sarai in Paradiso a prendere per i fondelli come sempre hai fatto in modo elegante tutti i santi e dopo aver riabbracciato il tuo caro papà e la tua cara mamma domanderei al primo che ti passa vicino se da quelle parti c’è un bel campo di golf :-))))
Ti voglio bene

Norberto Bocchi

Il ricordo di Giorgio Duboin

Ieri ti abbiamo dato l’ultimo saluto e, forse, riuscirò a scrivere qualcosa senza finire nella disperazione.
Ti ho conosciuto al circolo di Torino quando eravamo due ragazzi di 18 anni con la passione per il bridge.
Come due animali selvatici ci siamo scrutati ed annusati, pronti a dare battaglia per stabilire chi dovesse comandare il territorio. Per qualche strana alchimia, però, è successo uno di quegli eventi che nella vita capitano solo a pochi fortunati: ci siamo scelti, sì, in maniera naturale, senza doverne parlare, siamo diventati fratelli. Da allora per quasi 40 anni abbiamo vissuto le nostre vite in simbiosi. Continuano a ripassarmi nella mente tutte le cose che abbiamo fatto insieme come in un film, ho scoperto che non esiste nessun brutto ricordo. Anche quando abbiamo avuto qualche problema il tuo sorriso, il tuo sarcasmo, la tua intelligenza, il tuo modo di dire le cose in maniera scanzonata e volutamente volgare ma mai offensiva o maleducata, hanno sempre trasformato anche questi momenti in meravigliosi ricordi.
Eri un personaggio e ti volevano tutti bene, per gli amici eri il punto di riferimento per il buon umore e l’allegria, per quelli che conoscevi marginalmente avevi sempre una battuta, un’attenzione come a voler dire mi ricordo di voi, mi fa piacere vedervi, io sono Guido, tutti mi conoscete ma anch’io vi conosco e siete parte del mio mondo.
A bridge eri un campione con molto talento ma sicuramente diverso dagli altri, le peculiarità del tuo carattere venivano esternate anche al tavolo e quelli che sarebbero stati per altri; difetti o punti di debolezza erano in realtà le tue armi vincenti.
So che tu vorresti che tutti i tuoi amici continuassero a vivere; come quando eri con noi e tu saresti stato proprio l’unico che avrebbe potuto aiutarci a superare un momento come questo, ma ci hai lasciati portando con te per sempre parte delle nostre vite.
L’unica consolazione che ho è che sarai sempre presente nei nostri ricordi ed io ti porterò sempre con me nel mio cuore spezzato.
Arrivederci.
Giorgino

Il ricordo di Fulvio Fantoni

Guido se ne è andato e io ancora non riesco a credere che la sua vita sia stata spezzata.
Per questo adesso è molto difficile per me trovare delle parole, perché quando penso a lui vedo ancora tante immagini e ricordi vicini.
Quando siamo stati insieme a cena a Torino, poche settimane fa, c’erano Cinzia e Guido, Eleonora e Giorgino, Iolanda, mio figlio Luca e io. Tutti insieme nella loro Torino… Erano così orgogliosi di averci nella loro magica città che hanno voluto incantarci rendendoci ospiti speciali. Nessuno di noi poteva immaginare che sarebbe stata l’ultima volta tutti insieme.
Guido, così fuori schema, aveva una grande intelligenza e, quando era fra le persone, in maniera assolutamente spontanea riusciva ad abbattere le convenzioni e le barriere formali. Poteva essere ironico in modo colorito, a tratti anche “spinto”, eppure incredibilmente era sempre adeguato. Negli anni ha insegnato a noi tutti che le formalità non sono una forma di rispetto, ma di distacco, e che prendersi in giro è un altro modo di volersi bene. Queste magie però riescono solo a persone acute e intelligenti come Guido.
Vorrei poter dire qualcosa di positivo, ma la verità è che senza di lui siamo tutti più soli. Il bridge ha perso un Consigliere e un Campione e un pensiero va anche alla squadra Lavazza, che per trent’anni è stata per Guido una seconda famiglia.
Al nostro dolore si aggiunge la tristezza di sapere che la nostra amica Cinzia sta attraversando una grande sofferenza.
Cara Cinzia, ti mando un abbraccio fortissimo in attesa di poterlo fare di persona.

Fulvio Fantoni