Gentilissimo sig. Di Sacco, vorrei sapere quali sono le ragioni alle quali si ispira l’obbigo di pre-Alertare un sistema a base corto lungo.
Parlo di un sistema convenzionale. Se l’apertura di 1Fiori è convenzionale deve essere Alertata. E’ ovvio. Ma perché deve essere pre-Alertata? C’è una disparità di trattamento fra chi gioca lungo-corto e chi gioca corto-lungo che non capisco. Questi ultimi sono figli di un Dio minore o sono fuori dell’arco costituzionale?
In attesa Le porgo i miei più cordiali saluti.
Fabrizio Avenati (VNZ018, Roma Top Bridge)

Caro Fabrizio,
in qualche senso, quel “figli di un dio minore” si applica, nella circostanza, ed è così da molti anni. In particolare da quando – ed era il 1990 – la Federazione Mondiale decisa una stretta, che si è fatta via, via sempre più soffocante, ai danni dei sistemi convenzionali.
Tuttavia, Lei lamenta una ulteriore discriminazione, e per quanto riguarda la medesima ci sono delle valide ragioni:
– Tutti sono preparati ad affrontare aperture convenzionali: in genere si hanno accordi pregressi.
– Non è così nel caso del corto-lungo, sistemazione oramai in disuso (non che questo suoni come una critica: io stesso ho giocato una versione del “Fiori Blue Team” in parte della mia lunga carriera competitiva). Eppure, è spesso necessario avere degli accordi, come ritenere naturali le Surlicite, o alcuni Contro altrimenti informativi, insomma, accorgimenti che ben di rado si hanno già pronti, ma che si potrebbe sentire la necessità di mettere in piedi se preventivamente avvertiti.
– Qualora si utilizzino le Carte delle Convenzioni, i trattamenti speciali – e certo lo è il corto-lungo, per ragioni storiche già viste – vanno inseriti in uno speciale scomparto, in prima pagina ed in bella evidenza. In assenza delle stesse, viene usato in molti casi il pre-Alert.
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco

La ringrazio per la sollecita risposta.
Prendo atto della situazione riconducibile alla riferita stretta ai danni dei sistemi convenzionali.
Non è questa certamente la sede per disquisire in merito dell’assurdità di tutto ciò, dato che i cosiddetti sistemi naturali sono strapieni di mille e più convenzioni.
Non voglio farle perdere ulteriore tempo prezioso rendendomi pienamente conto che la discussione non avrebbe sbocchi concreti. Anch’io gioco ormai quinta nobile (sarebbe meglio dire una quinta nobile 🙂 viste quante ce ne sono in giro) e la mia richiesta era a beneficio di alcuni miei amici.
Resto dell’idea che l’Alert sarebbe sufficiente e che il pre-Alert è un balzello imposto incostituzionalmente 🙂 a carico di giocatori considerati “vecchi”.
Con i miei più cordiali saluti.
Fabrizio Avenati

Caro Fabrizio,
non si preoccupi del mio tempo, ché lo spendo sempre volentieri per offrire tutte le spiegazioni, e gli approfondimenti dei quali posso essere capace.
Nel caso, vale la pena di svolgere ulteriormente il tema, perché le prospettive storiche e ambientali da cui affrontarlo sono diverse, e Lei ne tocca una, in particolare, che non è di poco rilievo.
Cominciamo da quelle “ambientali”, ovvero al contesto (quasi) squisitamente nazionale nel quale tale regola è maturata.
Ebbene, il pre-Alert è nato negli USA moltissimi anni fa, insieme ad un altro trattamento, lo “Special Alert” (riservato a chiamate le quali avessero un significato convenzionale diverso da quello che ci si potrebbe normalmente attendere). Laggiù, però, sono entrambi scomparsi, per ricomparire solo nel nostro paese (almeno per quello che ne so, e sebbene conosca norme e regolamenti di tutte le principali organizzazioni di tutto il mondo, non escludo che qualcosa mi sia sfuggito).
Le ragioni alla base della sua invenzione le ho già sommariamente spiegate, e giova qui sottolineare come negli USA i sistemi in odore di “convenzionalità” erano allora (e per molti versi anche oggi) trattati alla stregua di intrugli satanici preparati durante sabba infernali.
Tuttavia, tutti e due i cartellini (trattamenti) scomparvero piuttosto rapidamente, e questo perché causavano un bel po’ di guai quando venivano usati in maniera impropria, e perché – ed è questo il punto sul quale ci concentreremo in seguito – negli USA, così come nella quasi totalità del mondo, tutti, anche ai minimi livelli, possiedono una carta delle convenzioni.
Proprio questa ultima considerazione, è ciò che ha fatto sì che la normativa venisse recepita dalle nostre parti: da noi, a dispetto dell’introduzione, circa 20 anni fa, dell’obbligo di CC (anch’esso rapidamente abbandonato, e non senza ragione), di CC medesime se ne sono sempre viste pochissime nei circoli, e non di rado persino nei campionati c’è chi ne è sprovvisto, o ne ha una compilata in maniera a dir poco superficiale (fatto, quest’ultimo, per me inaccettabile).
È dunque facile capire che cosa si sia voluto fare: offrire ai giocatori, in assenza di CC, un qualche strumento per venire a conoscenza di aspetti peculiari del sistema avversario prima che cominci il gioco (come, del resto, specificamente stabiliti dall’Articolo 40 del Codice di Gara). Poiché si tratta di uno strumento che si propone di aiutare i giocatori più deboli, ovvero quelli i quali, quasi sempre, non hanno alcuno strumento per difendersi se non si richiama preliminarmente la loro attenzione (e spesso anche in questo caso), io, che lo avverso in Campionati e Tornei di livello più alto – spero di ottenere presto una modifica in tale senso – ritengo che abbia ancora un senso al Circolo.
Una volta ampliata la risposta precedente, veniamo ora ad un punto dolente da Lei toccato: i sistemi “naturali” stanno perdendo sempre più quella caratteristica insita nella loro definizione. Come scrisse un famoso autore molti anni fa “abbiamo cominciato col perdere le Fiori, le Quadri non godono più di buona salute, e presto anche i Nobili se la vedranno brutta”! La frase si riferiva alle aperture, ma oggi si applica anche a risposte e sviluppi, come ad interferenze e difese dalle stesse, in maniera e misura sempre maggiore, anche ai minimi livelli. Questo perché, nelle pieghe della classificazione “Sistemi verdi” e “Sistemi Blu” (Fiori o Quadri Forte) per come al momento formulata, si può nascondere quasi di tutto. La categoria diciamo “ulteriore”, quella “rossa”, è infatti definita in maniera troppo fumosa, e non riesce ad includere i trattamenti artificiali sovra indicati.
In questo, c’è un grave ritardo degli amministratori a livello internazionale (e lo dico da Segretario del System Committee della World Bridge Federation): solo da pochi mesi, infatti, l’organismo preposto è stato formato di nuovo (la mia nomina risale a pochi mesi fa) ed ha preso a funzionare dopo almeno dieci anni di immobilità. Spero di riuscire ad incentivare una rapida presa d’atto dello sviluppo del gioco, riconoscimento che non può davvero tardare ulteriormente.
Ho richiamato la WBF, perché ricordo che l’Italia ha una legislazione allacciata a quella della WBF medesima (correttamente, peraltro, e come la maggior parte delle Federazioni internazionali di maggiore prestigio).
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco