Nel corso del raduno delle ragazze della nazionale femminile under 26 di bridge, durante uno dei rari momenti di pausa, Bridge D’Italia Online incontra Caterina Burgio, una delle ragazze.

Caterina BurgioPuoi presentarti, per chi ancora non ti conoscesse?

Sono Caterina Burgio. Ho 24 anni, mi sono laureata ad ottobre in giurisprudenza e quindi sto per entrare nel mondo dei disoccupati! (ride)

Cosa vorresti fare ora?

Be’, sinceramente non l’avvocato, perché è un mondo che non mi piace molto. Invece, vorrei fare il magistrato, però è dura… quindi si vedrà.

Da quanto tempo giochi a bridge?

Dal 2008, quindi quasi sei anni.

Come hai cominciato a giocare?

Avevo cominciato a 15 anni tramite il Bridge a Scuola, anche se non nel mio istituto. Mia madre mi aveva inserita nel progetto di un’altra scuola. Ho però smesso quasi subito perché a quel tempo non mi interessava. All’università ho ripreso.

Quale è stato il tuo miglior risultato agonistico finora?

Il terzo posto agli European Youth Team Championships 2013 a Wroclaw.

bronzo nazionale italiana femminile under 26 di bridgeLa nazionale italiana femminile under 26 a Wroclaw con la coach Emanuela Capriata

Da quanto sei nel giro della nazionale femminile under 26?

Praticamente dall’inizio. Quando ho iniziato io non c’erano molte ragazze in circolazione, quindi, anche se ovviamente ero ancora inesperta, mi hanno presa subito. Quindi, sono nel giro dal 2009.

Con chi giochi?

Con Federica Buttò, che è di Catania.

Abitando in due città diverse, come fate ad allenarvi?

In realtà usiamo molto poco BBO, perché non piace a nessuna delle due. Quindi, quando capita, cerchiamo di sfruttare delle occasioni per vederci. In fondo, alla fine, si tratta di due sole ore di macchina. Oppure, giochiamo insieme durante i raduni, i campionati juniores, i campionati signore, ecc.

Chi è più forte fra te e la tua compagna?

Diciamo che lei gioca un po’ meno, quindi sono un po’ più abituata a giocare.

Che sistema giocate?

Abbastanza naturale… Fiori preparatorio, Quadri quarte. Io, però, preferisco miglior minore.

Qual è il pregio della vostra coppia?

Siamo abbastanza tranquille tutte e due. Questo mette entrambe nella condizione di giocare al meglio.

Caterina Burgio laurea in giurisprudenzaUna volta sopraggiunti i limiti d’età della categoria juniores, cercherai di rimanere nel giro della nazionale con il Club Rosa e altre iniziative simili? Cosa prevedi per il tuo futuro bridgistico?

Non lo so, in realtà non ci penso più di tanto… per ora sono molto focalizzata sul mio futuro al di fuori del bridge.

A Palermo con che frequenza giochi?

Dipende… quando sono libera spesso, anche tre volte a settimana. Quando invece sono in periodo di esami un po’ meno. Comunque, almeno un torneo a settimana lo faccio sempre.

Hai un compagno fisso nella tua città?

Ho due-tre compagni. C’è un amico con cui gioco abbastanza spesso, poi a volte con il mio fidanzato, ma questo per il bene nella coppia cerco di evitarlo!

Il fatto che tu abbia una vita prevalentemente focalizzata su studio e università, mentre altre ragazze della nazionale under 26 hanno più tempo da dedicare al bridge, è in qualche modo fonte di disagio per te?

No, onestamente no.

Hai un punto di riferimento nel bridge?

Qualcuno. Ma vivere a Palermo non è come vivere a Roma. Vivendo a Roma puoi chiarire i tuoi dubbi chiedendo a campioni come Alfredo Versace o Lorenzo Lauria
Comunque, le persone a cui chiedo più spesso sono il mio fidanzato, Giuseppe Mistretta, Giuseppe Failla, Andrea Manno, Massimiliano Di Franco

Se tu potessi scegliere un qualunque partner per un torneo, chi sceglieresti?

Non saprei, forse Norberto Bocchi, perché mi fa simpatia.

Come pensi che si potrebbe diffondere di più il bridge fra i giovani?

Bella domanda… Non lo so, secondo me pubblicità o locandine sono abbastanza inutili. Credo che la cosa più utile sia il passaparola.

E tu ne fai con i tuoi amici?

I miei amici non sono esattamente “tipi da bridge”. Ci vuole un minimo di attitudine al gioco di carte e alla concentrazione e loro direi che non ce l’hanno proprio!
Non me li vedrei mai in un circolo a fare un torneo di bridge… Però, ad esempio, in un circolo ho trovato un mio collega che giocava a burraco e gli ho detto “tu posa il burraco e vieni a fare il corso di bridge!” e adesso comincerà le lezioni.

Caterina Burgio