Gradirei una risposta al seguente quesito.
In occasione di un simultaneo, dopo la licita e successiva giocata ci si accorge che le carte (era la prima smazzata della serie) erano state sistemate dall’addetto, che aveva copiato i dati forniti dalla Federazione, in modo capovolto e cioè: Sud-Nord anziché N/S e analogamente Ovest-Est in luogo di E/O ( in pratica le carte erano comunque nella giusta sequenza per la licita).
In questa situazione, l’Arbitro può considerare acquisito comunque il risultato e quindi anche tutti quelli successivi? Oppure quale decisione può prendere se la coppia della prima smazzata (che aveva avuto risultato negativo) contesta la regolarità dell’imbussolamento iniziale?
Grazie per l’attenzione,
Marco Chiusano (CHC077, Ass. Br. Circolo Sociale 1806)

Caro Domenico,
la risposta è quanto mai semplice: no, l’Arbitro non ha alcun margine di discrezionalità, di nessun genere.
L’Articolo 87 del Codice di Gara, e la relativa Norma Integrativa (che rappresenta il dispositivo di attuazione dell’Articolo 87 medesimo), prevedono infatti, e perentoriamente, che, in questo caso, il risultato venga annullato e venga attribuito il 60% ad entrambe le coppie coinvolte.
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco

Caro Di Sacco, grazie per la sollecita risposta . Ho letto l’Articolo 87 del Codice di Gara: “…che una carta (o più di una) sia stata sistemata erroneamente…”
Nel caso che ho rappresentato le carte erano in posizione tale che, se le stesse fossero state imbucate come previsto, la licita non poteva che essere la stessa, la giocata la stessa, con il conseguente risultato. Mi scuso se mi sfugge (non sono un Arbitro) qualcosa che desidererei che lei con pazienza mi facesse capire meglio. A me sembra che in questo caso l’applicazione del suddetto articolo è forzosa. Come potrebbe cambiare la licita se le persone sono le stesse? Solo perché anziché essere Nord-Sud erano Sud-Nord? Mi sembra che si tratti di formalità e non di sostanza. Se invece non vedo la sostanza per favore me lo dica se non chiedo troppo. Se mi confermerà, evidentemente la fortuna in certi contesti è determinante perché se una coppia ha sbagliato (andando down) la determinazione di attribuire % medesima penalizza l’altra, che invece aveva preso top!! Pazienza , la legge anche se criticabile va rispettata! Grazie , buon anno, buon lavoro e saluti!

Caro Domenico,
mi perdoni per la franchezza, ma non capisco proprio il termine “applicazione forzosa” utilizzato.
Come si può leggere, e già a cominciare dal titolo, l’Articolo 87 non ammette eccezioni di sorta:

ARTICOLO 87 – BOARD NON CONFORME
A. Definizione
Un board deve essere considerato non conforme se l’Arbitro determina che una carta (o più di una) sia stata sistemata erroneamente nel board, o se determina che il distributore o la vulnerabilità differivano tra le riproduzioni del medesimo board, ed i concorrenti che avrebbero dovuto avere una comparazione del risultato non abbiano, per tale motivo, giocato il board in una identica forma.
B. Calcolare il punteggio per un board non conforme
Nel calcolare un board non conforme, l’Arbitro stabilisce il più accuratamente possibile quali punteggi siano stati ottenuti con il board nella sua forma corretta, e quali nella forma, o nelle forme, modificate. Su questa base egli divide i punteggi in due gruppi, e valuta i punteggi di ciascun gruppo separatamente secondo quanto previsto dal regolamento del torneo. (In assenza di uno specifico regolamento, l’Arbitro sceglie un proprio metodo e ne dà annuncio).

Riassumendo: un board che abbia anche solo una carta, qualunque essa sia, in posizione diversa da quella originale è “non conforme” (Lettera A). Quando sia “non conforme” un board deve essere trattato come da disposizioni di attuazione (Lettera B). Le disposizioni di attuazione vigenti in Italia, così come, nella stessa identica forma, in tutto il resto del mondo, sono quelle di cui alla relativa Norma Integrativa (la ometto perché la stessa norma è solo un elenco di tipi diversi di calcolo). Tutto questo senza alcun riferimento a modifiche del gioco o della licita: il board è non conforme, e niente altro rileva, punto.
Ribadisco, quindi, che l’Arbitro non ha nessuna scelta, e quindi non può né “forzare” né evitare di usare quella norma.
Altra faccenda sarebbe il voler mettere in discussione la bontà della norma stessa, ed in questo caso l’argomento è di un qualche interesse, tanto è vero che fino al 1986 la legislazione in merito era diversa, ed entrare nel merito dell’effettivo impatto della “non conformità” sul risultato finale era permesso (la FIGB ha avuto per anni, quale Norma Integrativa, una bizzarra legislazione). Non so dirLe quali furono i motivi che portarono a quella modifica, dato che allora nemmeno ero Arbitro (lo divenni nel 1987, e dando l’esame sul nuovo [allora] Codice), ma posso immaginare che si sia voluto togliere all’arbitro un margine di discrezionalità assai pericoloso, che certo rischiava gravemente di produrre valutazioni diverse in circostanze identiche, in giro per il mondo.
Certo è, che nessuno, da quei tempi, ha mai messo in discussione l’Articolo 87, quanto meno a livello di WBF Laws Committee (io ne sono membro dal 2005).
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco