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Abbiategrasso, 31 Dicembre 2013

Tesserarsi o non tesserarsi: that is the question…

Egregio Direttore buongiorno,
desidero esternare a Lei, oltretutto anche Vice Presidente federale, un dubbio che auspico voglia fugare: rinnovare o meno il tesseramento per il 2014.
Mi presento: mi sono avvicinato casualmente al bridge poco più di una dozzina di anni addietro e ne sono rimasto subito affascinato anche perché, cosi almeno mi piace pensare, ho avuto la fortuna di incontrare inizialmente le persone “giuste” che mi hanno saputo coinvolgere indipendentemente dalla loro specifica abilità nel gioco.
In considerazione sia dell’età non più verdissima sia degli impegni lavorativi non potevo nutrire grandi ambizioni sportive ma ciò non mi ha impedito, e non mi impedisce, di “amare” il bridge a prescindere dalla modestia dei risultati che riesco ad ottenere.
Oggi sono uno di quelle migliaia di bridgisti che hanno contribuito, e contribuiscono, a “tenere in piedi la baracca”, il gregge da mungere come lo definisce qualcuno; aggiungo, a scanso di qualsiasi equivoco o speculazione, che non ho alcun interesse personale nel mondo del bridge se non quello di giocare in amicizia ed armonia e, se possibile, in ambienti accoglienti e gradevoli.
Non mi ritengo così sciocco nè talmente presuntuoso da immaginare che una mia defezione provocherebbe una crisi del sistema; al contrario sono ben consapevole che essa passerebbe del tutto inosservata (qualcuno dirà finalmente un rompiscatole in meno) ma ugualmente, se avrà la cortesia e la pazienza di continuare la lettura, desidero esporre i motivi di questo dubbio che potrebbe anche essere lo stesso, più o meno esplicitato, di altri.
Perché il mio tentennamento? Semplice: la gestione di questa Federazione appare molto deludente.
Ovviamente, non essendo a conoscenza delle segrete cose, posso formarmi una opinione soltanto da ciò che emerge dagli atti ufficiali resi pubblici e dai comportamenti messi in campo.
Dopo un travagliato periodo culminato nel commissariamento, le attese erano molte e, si sperava, ben riposte nel Presidente e nel C.F. eletti nel mese di Luglio dello scorso anno: all’inizio, per nulla che potesse valere la mia opinione, sono stato un sostenitore del “diamo tempo e lasciamo lavorare”, giustificando anche l’attuazione di quel certo “spoils system” che segue il cambiamento di governance in qualsiasi struttura organizzativa.
Ma alcuni fatti e alcune decisioni assunte, o non assunte, nel corso di questi 18 mesi sembrano scontentare le aspettative di una parte non indifferente della base che poi, è bene tenerlo sempre a mente, rappresenta la componente essenziale, direi la spina dorsale, di tutto il movimento.
Provo ad elencare in sintesi, senza seguire alcun ordine di importanza, alcune questioni di carattere generale sulle quali credo sia lecito interrogarsi:
1) Già nei primi mesi della nuova gestione si sono succedute le dimissioni di componenti del C.F., rientrate e poi confermate (non le Sue): segno questo di sicuro malcontento e disaccordo all’interno del Consiglio, non sempre ricomposto, che non è stato un bel segnale: pessimo inizio.
2) Non sono risultati chiari i motivi che hanno portato in cosi breve tempo alla sostituzione di 2 direttori della Rivista cartacea, indipendentemente dall’opinione che si può avere sul loro effettivo valore professionale. Adesso è stato nominato il nuovo direttore, persona certamente stimabile e molto stimata, oltre che valido giocatore, anche se non ne sono noti i meriti e i trascorsi giornalistici: quali criteri sono stati adottati per la designazione? Sono stati valutati altri competitors? Collaborazione a titolo gratuito oppure quanto retribuita? A lui comunque i migliori auguri di buon lavoro sperando che porti una ventata di novità.
3) La trasparenza, pure tanto declamata nel corso della campagna elettorale, si è limitata a riportare sul sito la semplice elencazione delle delibere ufficiali omettendo, cosa ben più pregnante, i verbali delle sedute del C.F. utili sia a meglio comprendere le ragioni che conducono alle singole decisioni sia per avere contezza delle posizioni di ciascun consigliere sui diversi argomenti. E’ vero che il C.F. è un organo collegiale e come tale risponde delle proprie decisioni in modo solidale, ma è altrettanto vero che il lavoro dei consiglieri alla fine del mandato sarà valutato anche in funzione dell’apporto offerto da ciascuno di essi.
4) Nel programma elettorale del Presidente erano presenti frequenti richiami al sostegno economico da offrire alle ASD per salvaguardarne la “sopravvivenza” ma, a quanto è dato sapere, a tutt’oggi non si è concretizzato in misura sensibile né, sempre con riferimento a notizie ufficiali, è prevista alcuna programmazione al riguardo.
5) Non è mai stato chiarito quale sia il vantaggio di consentire l’esistenza di decine di A.S.D. che contano pochissimi tesserati (qualcuna addirittura nessuno) e che, soprattutto, non organizzano nel corso dell’anno alcuna manifestazione federale. Al contrario, a mio parere, sarebbe utile una incisiva politica che da un lato agevoli – anche con eventuali benefici economici – l’aggregazione delle Associazioni minimali (cd. “bonsai”), specie se insistono sullo stesso territorio, e dall’altro imponga almeno un minimo di attività: quelle inattive, come previsto dal vigente Statuto, non dovrebbero avere titolo per continuare ad essere affiliate alla Federazione.
6) Il bilancio consuntivo 2012, approvato dal C.F. con delibera n. 1/2013 del 13 aprile 2013, è stato pubblicato nel sito a distanza di 6 mesi: si dirà a causa del ritardo dell’approvazione da parte del CONI ma appare giustificazione poco sostenibile tranne che non presentasse elementi critici che hanno richiesto ulteriori chiarimenti. Mi astengo dal commentare le singole voci ma non posso non rilevare che non si trova nessuna traccia del “supplemento informativo con il dettaglio delle varie voci di ricavo e di costo. Tutto ciò al fine di rendere tutti i tesserati partecipi delle iniziative federali, con ricavi e costi relativi e adempiere ad un concetto di assoluta trasparenza” (Programma elettorale).
7) Del bilancio preventivo 2013 nemmeno l’ombra, ma forse non si ritiene che la base ne sia messa a conoscenza anche perché ormai l’anno è concluso: si possono nutrire speranze per quello del 2014 già approvato dal C.F.?
8) Non sembra che siano stati fatti gli adeguati e necessari investimenti, e comunque non nella giusta direzione a giudicare dai risultati, per la diffusione del bridge e per facilitare l’incremento dei tesserati: è un fatto che il loro numero complessivo sia progressivamente diminuito anno dopo anno – quasi dimezzato negli ultimi 10 – e non sembra prospettarsi alcuna inversione di tendenza. Per non dire del ricambio generazionale a tutti i livelli che purtroppo segna il passo.
9) Nulla è stato fatto sulla revisione dei criteri di classificazione dei giocatori che pure è molto attesa e che era stata prospettata nel programma elettorale del Presidente; si sono invece ampliate le iniziative per dispensare “punti federali” a pioggia lautamente pagati, ça va sans dire, dai giocatori contando sulla vanità umana.
10) Sono state deliberate numerose collaborazioni remunerate che – almeno in parte – sono apparse poco giustificate e giustificabili. In tempo di crisi come quello che viviamo sarebbe forse il caso di ridurle a quelle veramente utili ed essenziali a cui non si riesce a fare fronte con l’organico dei dipendenti, generalmente stimato come sovradimensionato.
11) Nessuna pubblicità è stata data sui diversi contratti di servizio e di collaborazione stipulati o stipulandi e sui relativi bandi, sempre che non siano stati aggiudicati a trattativa privata. Idem per quanto riguarda le sponsorizzazioni.
12) L’iniziativa “FIGB risponde”, pure tanto celebrata come una novità tanto attesa di apertura democratica, si è progressivamente affievolita e definitivamente eliminata. Adesso è stata aperta la rubrica “lettere al direttore” della rivista on line: ciò vuol dire che, come è uso in tutte le redazioni, saranno pubblicate e riceveranno risposta solo quelle che – a insindacabile giudizio del direttore – lo meritano? Ergo addio al canale aperto bidirezionale base/federazione.
13) Era stato promesso – a prescindere dalle iniziative di legge intraprese o da intraprendere – un intervento sulla questione dell’obbligo del “certificato medico” per gli agonisti, facendo carico alla Federazione degli oneri economici conseguenti: non vorrei sbagliare ma pare che nulla sia stato fatto.
14) Last but not least un argomento a cui non è stata data la necessaria pubblicità e chiarezza, anche se ne è comprensibile la delicatezza, è quello relativo alle irregolarità e conseguenti pendenze emerse in sede di commissariamento: tante le voci che si sono rincorse ma nessuna ufficialità. Questo però è sicuramente un problema molto importante che interessa tutti, oltre che per conoscere la realtà dei fatti, per gli effetti che certamente può avere su un bilancio dagli equilibri delicati come quello federale.
Tralascio di trattare i problemi squisitamente tecnici – proliferazione e/o organizzazione campionati, settore insegnamento, settore arbitrale, ecc. – su cui è lecito avere opinioni diverse e tutte con una loro validità, ma che comunque necessitano di adeguate soluzioni che rispondano alle esigenze di molti e, soprattutto, al bene del bridge.
Cosi come in questa sede evito di parlare di singoli nominativi anche se è opinione abbastanza generalizzata che verso più di una persona sia stato riservato un “occhio di riguardo” non sempre giustificato. Non si vuole pensare che sia clientelismo ma certamente ci si avvicina molto.
In definitiva in questi 18 mesi non si è notato un solo atto veramente “rivoluzionario” che possa distinguere questa nuova gestione: anzi è impressione molto diffusa che non solo il programma elettorale sia lungi dall’essere realizzato ma che, addirittura, per molti versi si profili un ritorno al passato.
L’unica cosa veramente innovativa, ad onore del vero prevista nel programma elettorale, è stata la decisione di introdurre le selezioni per scegliere la squadra che rappresenterà l’Italia nei confronti internazionali invece che indicare “dall’alto” quelle coppie che sono unanimemente riconosciute come le migliori, non solo nel nostro paese, ma nel mondo intero: ed è stata sicuramente la risoluzione che più ha sollevato critiche e che probabilmente, come è stato anticipato, comporterà l’assenza alle selezioni dei nostri acclamati campioni.
Se non dovesse esserci un ripensamento, auspicabile e sempre possibile, è plausibile che saranno molto ridotte le possibilità di vittoria, o anche solo di ben figurare, per la squadra italiana che negli ultimi 20 anni si è presentata agli appuntamenti internazionali come quella da battere. Questo è il bene del bridge italiano?
Può darsi che abbia commesso qualche inesattezza in questa elencazione ma ritengo che la sostanza delle argomentazioni nel complesso sia assolutamente valida e rispecchi la realtà.
E se è vero anche solo in parte quanto precede la domanda da porsi, e che mi pongo, è: perché tesserarsi ancora?
Si dirà che il giudizio complessivo sulla gestione dovrà esprimersi solo alla fine del mandato: è corretto ma un qualche segnale durante il “work in progress” lo si dovrà pur dare.
Mi scuso se mi sono dilungato eccessivamente ma non mi annoveri per questo fra i facinorosi o i polemisti per partito preso né, mi auguro, vorrà ritenermi un arrogante presuntuoso: in effetti, almeno questa è l’intenzione, vuole essere soltanto una forte provocazione ma anche un umile e caloroso appello dettato dal desiderio di potere dirmi orgoglioso di fare parte di una Federazione che dimostri di avere veramente a cuore le sorti del movimento: La prego direttore, mi offra un motivo, meglio se più di uno, che mi convinca di essere in torto e dissolva i miei dubbi.
Sicuramente, lo ripeto, nessuno si accorgerebbe di un mio eventuale abbandono ma un tale gesto, irrilevante rispetto alla massa anche se personalmente doloroso, è il solo modo per un anonimo tesserato di manifestare quella insoddisfazione che, è bene non sottovalutarlo, è abbastanza diffusa.
A volte basta poco, un leggero refolo di vento, per causare una valanga; e le valanghe si possono prevenire con l’attenzione e la prudenza ma non si contengono appena iniziano a precipitare.
Ringraziando per l’attenzione, La saluto cordialmente e Le porgo i migliori auguri di Buon Anno.
Eugenio Bonfiglio (BNN267, ASD N. Canottieri Olona)

P.S.: Prima di inviare la presente ho atteso invano la pubblicazione delle delibere dell’ultimo C.F. di cui, a distanza di oltre 20 giorni, non si hanno notizie ufficiali. Chissà che qualche decisione assunta in quella sede possa rispondere in modo positivo, anche solo parzialmente, alle questioni poste.

Ciao Eugenio,
prima di tutto buon anno anche a te.
Dico ‘a te’ e non ‘a lei’ perché, tra bridgisti, mi pare più bello così.
La tua lettera, lunga ma niente affatto superficiale, tocca veramente tanti aspetti.
Come prassi le nostre rubriche, si chiamino “la FIGB Risponde” oppure “Lettere alla Redazione”, hanno lo scopo di rispondere a dubbi e domande, fornire chiarimenti. Detto semplicemente, cadono bene quando si tratti di fornire risposte oggettive che possono essere fornite da una singola persona. A seconda dei casi: Di Sacco, Conforti, Ugolini, Frola, il sottoscritto o altri ancora.
Capisci bene che la tua lettera richiederebbe una risposta condivisa dall’intero consiglio e questo non è praticabile.
Data però la rilevanza degli argomenti sollevati, proverò comunque a risponderti.
Punto 1) Il nuovo consiglio ha affrontato per sei mesi circa la pesante eredità del periodo commissariale. Aspetto risolto e conti messi in ordine. Un po’ di fervore c’è stato, in limiti piuttosto ragionevoli e senza eccessivi scossoni, tranne il caso di Marina Causa che ha preferito dimettersi (senza che nessuno l’abbia spinta). Gli ultimi consigli si sono svolti con metodo e senza alcuna conflittualità. Discussioni civili e pacato confronto tra opinioni differenti, com’è giusto che sia.
Punto 2) Sono personalmente dispiaciuto per il mancato rinnovo di Catellani, un caro amico da molti anni. A quanto pare, il taglio e l’impostazione di Marco piacevano ad alcuni lettori e molto meno ad altri. Anche tra i consiglieri ce ne sono stati alcuni piuttosto critici. I pareri negativi hanno prevalso. Broccoli ha invece abbandonato per una sua scelta di vita. Trova più divertente fare altro ed è un suo diritto. Il fatto ci ha colti di sorpresa e ha creato un certo imbarazzo. Trovare una persona con tutte le caratteristiche corrette non è affatto semplice e la candidatura di Enzo La Novara ha incontrato il favore di tutti. In termini generali, per ruoli diversi da quello di direttore della rivista, la scelta tra diverse candidature è certamente plausibile. Se ne è già parlato in consiglio ed è probabile che se ne farà uso, quando possibile.
Sottolineo che continuiamo ad avere non pochi dubbi sull’efficacia e la validità, in relazione ai costi, di un prodotto cartaceo. La discussione è aperta e nessun cambiamento rilevante è da attendersi prima del 2015.
Punto 3) I Consigli Federali non sono aperti al pubblico ed i motivi sono, secondo me, condivisibili. Par altro, vengono pubblicate chiaramente le delibere (un notevole passo avanti). I consiglieri in disaccordo hanno la facoltà di far allegare una nota scritta in cui espongono le loro ragioni. Ad oggi, nessuno ne ha sentita la necessità. Per scelta, non per costrizione.
Punto 4) Le buone intenzioni spesso si scontrano con il bilancio. E’ stato completato un progetto per stabilire criteri oggettivi di valutazione delle Associazioni. In mancanza del quale si sarebbe potuto solo erogare “a pioggia”, con scarsa utilità, o in maniera unilaterale, con comprensibili dubbi di parzialità. Nel 2013 sono comunque stati erogati più di 100.000€.
Punto 5) Nel 2014 le Associazioni saranno tenute a pagare non più 250€ per la riaffiliazione bensì 500. Contestualmente, ricevono un credito di 250€ da scalare sui pagamenti per l’attività sportiva. Tutto questo esattamente per contrastare le cosiddette “associazioni bonsai”.
Il desiderio della Federazione di promuovere e favorire l’accorpamento è chiaro e manifesto. Le opposizioni incontrate sul territorio, notevoli.
Punto 6) I bilanci vengono messi in linea sul sito federale. E’ una novità. Come è normale, devono prima venire approvati dal C.F. il quale, a sua volta, deve attendere l’approvazione del CONI. Pubblicare i dettagli delle singole voci sarebbe uno sforzo considerevole, che interesserebbe a ben pochi. E’ per altro possibile fare richiesta per consultare la documentazione di dettaglio presso la sede federale. Non si nasconde nulla.
Punto 7) Per regolamento, quanto viene pubblicato deve rispettare i formati stabiliti dal CONI. I bilanci preventivi sono in un formato differente. Nel caso qualcuno li volesse consultare in federazione, non credo ci sarebbero impedimenti.
Punto 8) E’ il punto più importante e tutti i risparmi che riusciamo ad ottenere, “limando” il bilancio qui e là, vengono qui destinati. Non manca l’attenzione ma, inutile nasconderselo, i risultati sono sotto le attese. Abbiamo ottenuto spazi pubblicitari gratuiti nei cinema, visibilità su RAI Sport etc. senza ritorni degni di nota.
Abbiamo in corso progetti importanti, con il CONI capofila anche in ambito UE, sinergici con le altre discipline della mente che porteranno alla diffusione in ambito scolastico, universitario, scuole dei corpi militari e uno in collaborazione con il MIUR ed il Ministero della Sanità. Se son rose, fioriranno.
Punto 9) Come ho già avuto modo di dire, si tratta di “rimettere il dentifricio nel tubetto”. Inoltre, quelli che vorrebbero tornare a vedere delle classifiche serie sono in realtà una minoranza. Questo meccanismo, che considero assimilabile alla vendita delle indulgenze, piace e fa comodo a molti. Paolo Clair si è dato un gran da fare per cambiare qualcosa ma è andato a sbattere in un muro di gomma. Nel 2014 si cercherà un miglior criterio di attribuzione dei punti e si studierà una classifica parallela a quella attuale, senza ledere i diritti acquisiti. Maggiori particolari in corso d’opera ma sarà dura, molto dura.
Punto 10) Scusami, ma qui sei fuori strada. La riduzione delle collaborazioni, tanto in termini di numero che di importi, è stata profonda. Rammento inoltre che nominativi ed importi vengono oggi resi pubblici, nelle delibere. Scusami se è poco.
Punto 11) Sono stati recentemente indetti due appalti. Per l’assicurazione della sede e per la stampa della rivista. Sono state avviate regolari gare e i fornitori hanno inviato le loro offerte in busta chiusa. In passato, non avveniva.
Punto 12) Né “lettere al direttore” né “FIGB risponde” hanno mai garantito una risposta. Sarebbe impossibile. E’ sempre però stato compiuto ogni plausibile sforzo per fornire il maggior numero di risposte. Sui siti, nel caso di questioni di pubblico interesse. Privatamente negli altri casi. Questa mia lettera ne é una prova. Sono invece rimaste senza risposta le domande provocatorie, polemiche in maniera gratuita e volte solo a creare disturbo.
Punto 13) In fondo, 35€ per un elettrocardiogramma, un esame delle urine ed una visita media non è un cattivo affare. Se non fosse un’imposizione sarei più felice ma sono leggi dello Stato. Nulla da fare. Pagamento a carico della Federazione? Non ho idea di chi possa averlo promesso ma il problema è evidente. Si lavora a risorse finite. Se i soldi escono da una parte, non escono da un’altra.
Punto 14) Argomento lungo e delicato. E’ in fase di chiusura, per via extra-giudiziale, uno dei contenziosi aperti. Credo che ne verrà data notizia assieme alla pubblicazione delle ultime delibere (c’è infatti un collegamento).
In conclusione, si poteva, come sempre, fare di più e fare meglio. Ma molte cose sono state fatte e tante altre lo saranno.
Criticare non solo è lecito, è anche utile. Specie quando lo si fa con spirito costruttivo.
Alcune di quelle che hai sollevato erano, secondo me, non corrette e spero di averlo chiarito.
Altre le condivido e spero che riusciremo a indirizzarle al meglio.
Un abbraccio,
Rodolfo