Vorremmo raccontare una mano capitata durante la fase finale della Coppa Italia Women 2013 per raccogliere il parere di voi amici bridgisti.
La giocatrice in Nord, giocando Fiori Forte, con risposte a controlli, raccoglie dal board le seguenti carte:

Picche AJxxx    Cuori xx    Quadri AKx    Fiori AJx

Il minimo per poter aprire 1Fiori e la licita prosegue in questo modo:

A questo punto la giocatrice in Nord, non avendo visuale di Slam in base al numero dei controlli, riflette su cosa licitare, valutando le varie possibilità e cercando di interpretare la mano di Sud (ha una bicolore? Ha valori aggiuntivi oltre i controlli annunciati? Ha un colore autonomo?). Opta alla fine per la bicolore licitando 4Cuori.

La giocatrice in Sud ha le seguenti carte:

Picche –    Cuori AKJ109xxx    Quadri Qx    FioriQxx

Cosa licitate?
Sud al tavolo ha dichiarato 6Cuori ed Ovest ha fatto riserva in quanto il carrello non è ritornato in maniera tempestiva!!!

*Passo: fa riserva sulla mano

Si ricorda che si faceva uso dei sipari, e che un ritardo potrebbe essere attribuito ad una infinità di circostanze.
Decisione arbitrale: 4Cuori+3, avendo imposto il Passo a Sud.
Cosa ne pensate?
Invitiamo a fare alcune considerazioni:

  1. Con questa mano l’80% delle coppie ha giocato 6Cuori o 7Cuori;
  2. Gli esperti che l’Arbitro ha consultato sono stati esaurientemente informati che N/S giocavano Fiori Forte e che dopo il 3SA di Nord la giocatrice in Sud deve necessariamente attribuire al Fiorista almeno un Asso o un Re nei minori?
  3. Gli esperti da noi consultati non erano d’accordo con la decisione arbitrale e questo ci induce a riflettere sulla necessità del ripristino di una commissione cui fare ricorso che si pronunci in maniera palese per tutti.
  4. Questa mano ci ha impedito l’accesso alla semifinale nazionale!!!

Siamo rientrate a casa amareggiate, valutando seriamente la possibilità di abbandonare il bridge agonistico. 
Siamo in attesa di risposte che ci aiutino a riconciliarci con il bridge.
Squadra Cutelli Ass. 2 Fiori Salerno

Care amiche,
rispondo solo adesso, perché ho preliminarmente svolto indagini sui fatti, interrogando i vari soggetti coinvolti e, in particolare, l’Arbitro.
Ebbene, cominciamo dal fondo: i Comitati di Appello sono in corso di cancellazione in tutto il mondo. Non esiste alcuna manifestazione internazionale di vertice dove esistano ancora, e, in particolare, sono stati aboliti dalla WBF, la EBL il CAC (Centro America e Caraibi) e FSB (Sudamerica). Anche in America, rimangono solo nei Nationals, e solo dopo un voto di 7 a 6 nell’ultimo Consiglio, il che fa presagire che avranno vita breve. Dei maggiori paesi al mondo, la sola Francia li mantiene.
Il perché è molto semplice: è ovvio che gli Arbitri sono molto più preparati dei comuni giocatori in merito alle regole, per esperti che questi ultimi siano, ed è altrettanto ovvio che ciò che si deve ottenere non è “un altro” giudizio, ma “il migliore giudizio possibile”. Per capirci, sarebbe come se gli Appelli in Cassazione fossero amministrati dai periti invece che dai giudici, ovvero da un esperto, poniamo, in tossicologia, e non da un giureconsulto, tesi che non credo qualcuno voglia sostenere. Per fare un ulteriore esempio, bisogna ricordare che non è affatto detto che il giudizio del Comitato di Appello sia migliore del primo (nella mia vita ho visto innumerevoli obbrobri), ed in quel caso nessuno può più risarcire chi aveva invece, correttamente, avuto originariamente ragione.

Ciò detto, rimane il punto fondamentale: perché il giudizio degli Arbitri sia il migliore possibile, bisogna che gli stessi abbiano seguito la procedura corretta, la quale – per limitarci al vostro caso – prevede che vengano interpellati dei giocatori di categoria comparabile a quella del (dei) giocatore coinvolto, che gli vengano fornite le stesse informazioni disponibili al giocatore in esame, e che gli vengano poste le domande appropriate.

Nel merito della mano in questione, cominciamo con il dire che – dovete permettermelo, anche perché lo faccio bonariamente, e comprendendo il vostro stato d’animo – trovo al limite dell’offensivo il vostro mettere in dubbio che l’Arbitro non abbia spiegato agli interpellati che l’apertura di 1Fiori era forte: sarebbe stato un errore ridicolo anche per un principiante, e qui si sta parlando dell’Arbitro responsabile della fase finale di un campionato nazionale. Inoltre, anche se non siete tenute a saperlo, l’Arbitro coinvolto è stato un giocatore di livello nazionale, vincitore di tornei importanti, e medagliato in Campionati italiani, e certo non ignora i meccanismi dell’apertura in oggetto.

Veniamo ora alle domande che l’Arbitro doveva fare, ed ha fatto:

  • Qual è il significato dell’esitazione?
  • Esiste un collegamento tra il significato dell’esitazione e l’azione di Sud?
  •  Che cosa avrebbero dichiarato?
  •  Esiste un’alternativa alla licita effettuata o no? In altre parole, c’è una scelta obbligata, oppure no?

Ebbene, l’Arbitro ha posto tutte le domande di cui sopra a otto diversi esperti, tutti congrui con la giocatrice coinvolta, e questo è il responso:

  • L’esitazione suggerisce che il compagno abbia il controllo a Quadri, sebbene non l’abbia annunciato (tutti e otto).
  • Quattro hanno detto Passo, nella certezza che il compagno non possa avere il controllo a Quadri.
  • Quattro hanno licitato (uno 4Picche, due 4SA intendendolo come dichiarativo, e uno 5Cuori).
  • I quattro che hanno licitato lo hanno fatto pensando di riparare ad un possibile errore della compagna (la quale ha di fatto negato il controllo a Quadri), e ritenendo comunque abbastanza sicuro il livello di 5 (in effetti, se davvero mancano QuadriA e QuadriK, bisogna poi trovare la Q di Atout terza fuori impasse per cadere a 5).
  • I quattro che hanno licitato hanno tutti sostenuto che non esisteva per loro alcuna alternativa.

A questo punto, rimaneva da fare una sintesi, in particolare alla luce del dettato dell’Articolo 16 del Codice di Gara, paragrafo B1, il quale è notoriamente spietato contro il partito colpevole:

B. Informazione estranea dal compagno
1. (a) Dopo che un giocatore renda disponibile per il suo compagno un’informazione estranea che possa suggerire una chiamata o una giocata, come per esempio, attraverso un rilievo, una domanda, la risposta ad una domanda, un alert inatteso15 o un mancato alert, un’inequivocabile esitazione, un’involontaria velocità, una speciale enfasi, tono, gesto, movimento, o un manierismo, il compagno non può scegliere, tra alternative logiche, una che avrebbe potuto in modo dimostrabile essergli stata suggerita rispetto ad un’altra dall’informazione estranea.
(a) Un’azione che rappresenti una logica alternativa è una che, nell’ambito di giocatori di categoria comparabile a quelli in questione, ed utilizzando i metodi della coppia in esame, sarebbe presa in seria considerazione da parte di una significativa proporzione di tali giocatori, o che alcuni dei quali potrebbero scegliere.

Senza stare a scomodare la famosa “Legge di Kaplan”, che vuole che “una significativa proporzione” sia rappresentata da un giocatore su quattro, l’interpretazione corrente vuole che un giocatore su cinque richieda un ulteriore esperto, perché è già sufficiente a far sorgere un dubbio, e poiché qui la percentuale di “Passo” era addirittura pari al 50%, non c’era invece dubbio alcuno che passare fosse una logica alternativa. Per inciso, tornando all’argomento dell’esordio, una volta stabilito questo, nessuno, nemmeno un Comitato di Appello, ha il potere di modificare la decisione in merito, e questo perché “logica alternativa” è una definizione, e come tale è immutabile (c’è stato un famoso esempio giusto l’anno scorso: un Comitato di Appello in Cina voleva modificare una decisione di questo tipo, ma non ha potuto farlo: l’Articolo 16 del Codice di Gara non lo permette). Per capirci, nessuno può modificare il concetto di renonce.

Una volta stabilito che il Passo era una logica alternativa, la modifica del risultato è automatica, secondo il punto a), e deve essere integrale, ovvero non può essere oggetto di ponderazione, come già da prassi internazionale, poi statuita dal WBF Laws Committe a Philadelphia nel 2010 (almeno per i nostri scopi).

Naturalmente, però, tutta la procedura di cui sopra può, e deve, essere oggetto di revisione, e nel nostro caso lo è stata: l’Arbitro responsabile dell’intera manifestazione ha infatti scrutinato i fatti riportati, le domande poste, e numero e qualità degli esperti interpellati, così completando un lavoro che è di routine nei nostri campionati, dato che così è disposto nel “Code of Practice” (potremmo chiamarlo “Codice di procedura”), ovvero il documento che già dal 2000 detta le regole di questo tipo di procedimenti.

Come potrete leggere sul sito federale, mi capita non così di rado di constatare una violazione delle procedure, o un errore nell’applicazione delle regole, e certo non posso essere quindi definito un difensore per principio della categoria arbitrale. Tuttavia, nella circostanza potete avere la mia parola che tutto si è volto nel pieno rispetto di ogni norma procedurale e di legge (a meno, naturalmente, che non mi si sia mentito, ma lo escludo nella maniera più categorica!).

Posso solo aggiungere che quanto ho scritto io poteva, e doveva, esservi spiegato in loco, così da evitare polemiche ed amarezza. Per esperienza, so che i giocatori, se presi per il giusto verso, alla fine ascoltano e comprendono, se si ha la pazienza di spendere tempo con loro. Ma forse, per una volta, la volontà di spiegare c’era, ma non quella di ascoltare; a questa domanda sospesa, potete rispondere solo voi.
Un affettuoso saluto a tutte voi,
Maurizio Di Sacco