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Siamo sempre al primo tempo della finale del Reisinger Trophy 2013, spettatori su BBO dell’incontro “virtuale” (vedi parte prima) tra Fantoni-Nunes in N/S che fronteggiano Krekorian-Koneru in E/O in sala aperta , mentre Gullberg-Groenkvist giocano contro Wolpert-Fireman in sala chiusa.

Ci sono regali per tutti, ma di tipo completamente diverso dai precedenti, etichettati come “lasciamo che giochino loro”. Scartiamoli insieme.

Della serie: vogliamo giocare noi

Insistere nell’accaparrarsi il contratto finale può portare ad oltrepassare i limiti di quel Par tanto vagheggiato e già superato dagli avversari, che vengono “salvati” da un disastroso contratto. In cambio si può ottenere un guadagno inferiore, se non addirittura andare down al loro posto.
Ma a volte i regali possono anche essere contraccambiati e persino rifiutati.

Il salvagente

Salvare chi sta affondando è un dovere civico e morale, ma nel bridge mostra una generosità che non ci si può permettere.

 

Sala Chiusa:

L’apertura leggerina di Nord a 1Picche trova un appoggio “promettente” da parte di Sud mentre Ovest, incurante della situazione di zona, si intrufola con 3Cuori. Il contratto è sotto di 2 e pagherebbe 500 se fosse Contrato.

Ma arriva il regalo di Natale: Nord sale a 3Picche. Tentativo di manche o difesa contro 3Cuori? La manche a Picche, che c’è a carte viste, non viene dichiarata e, invece di incassare +500 (o +420), N/S segnano solo +140.

Board perso?

In Sala Aperta le cose vanno così:

Il 2Picche di Nord, da sistema, indica mano sbilanciata, ma limitata, con 5+ carte di Picche e Sud si mostra interessato a qualcosa di più.

Anche qui Ovest si affaccia con 3Cuori ed anche qui viene salvato dal 3Picche, questa volta di Sud, per +140.

Identico contratto, identico risultato, identico regalo. Mano pari.

16 atout ma 17 prese divise 10 per N/S e 7 per E/O pericolosamente in zona. Differenza di 3 prese, sebbene il punteggio sia diviso 21 a 19.

Il rifiuto

In Sala Aperta la licita segue un andamento piuttosto lineare e tranquillo:

Dopo i primi due Passo, Est apre di 2Cuori debole, già un down e oltre il Par se Contrato. Ovest pensa bene di accentuare l’effetto di sbarramento e ci riesce benissimo, dato che gli avversari non si intromettono nella licita lasciandoglieli giocare, con lo sconto, per 2 down e -200, invece di -500, che comunque supera già il Par.

Nell’altra Sala la licita diventa subito incandescente, innescando un andirivieni di regali offerti e rifiutati:

Nord, minimissimo e bilanciato, apre di 1Fiori (preparatorio?!?) su cui Est nomina le sue Cuori. Le Picche di Sud, buone per tutte le stagioni, Contrate frutterebbero già più del Par, perché si fanno anche nella 3-3, ma Nord non lascia e corregge a 1SA, ben al di sotto delle possibilità della linea, offrendo agli avversari un primo salvagente.

Dopo 2 Passo Ovest pensa bene di rifiutare il salvataggio e appoggia il compagno a 2Cuori, Contrate da Sud, e -200 supererebbero abbondantemente il Par, che è +130 per N/S con 10 prese a Quadri.

Ecco il colpo di scena: Ovest Surcontra. Intimidatorio o sicurezza di farle?
Ora sarebbero 400 a favore di N/S e un board certamente vinto. Ma non bisogna trascurare l’effetto psicologico del Surcontro. Arriva il secondo salvataggio: Nord si rifugia nel suo palo 5° dichiarando 3Quadri. Gli avversari però, ancora non paghi, riaprono le ostilità con 3Cuori, rifiutando anche il secondo “regalo”. 3Cuori resta il contratto finale, indisturbato. Board pari.

Gli Atout sono 18, ma le prese solo 17 e chi ha più punti fa più prese. Nonostante la differenza di punteggio sia solo di 22 contro 18, le prese sono ben 10 contro 7.

Il doppio salvagente

Va bene salvare gli avversari accontentandosi di guadagnarci poco, ma rimetterci è veramente troppo. Eppure può capitare se invece di andar down loro li salviamo andando down noi.

Sala Aperta:

Ovest, terzo di mano e in favore di zona, apre di 1SA debole, da far inorridire i puritani (11 PO senza un Asso e distribuzione 3154), la dichiarazione prosegue tranquilla e si  ferma, dopo due battute, a 2Picche con un Par teorico di 1Picche+2.

In Sala Chiusa, invece:

Sud apre di 1Quadri, confidando nelle sue tre prese difensive, anche se piuttosto povero in distribuzione.
Sulla risposta di 1Cuori di Nord, Est salta a 2Picche, pur essendo già Passato in apertura, e scatena una vera e propria battaglia per aggiudicarsi il contratto.

Sud segnala con 2SA il suo appoggio quarto a Cuori, immemore di aver aperto con un minimo e di essere in zona.
Ovest dal canto suo con 3Fiori vuole mostrare l’appoggio non indifferente al colore del compagno e valori a Fiori. Al Contro di Nord, Est riporta docile a Picche, raggiungendo il Par della mano.

Ma Nord, ignaro della effettiva debolezza del compagno, azzarda un 3SA, che avrebbe esiti disastrosi (4 down, Contrati o meno), se non venisse corretto a 4Cuori dal compagno, non un grande miglioramento della situazione.

Ora N/S sono senza via di scampo. 3 down e, Contrati o non Contrati, ben oltre il Par.

Ma ecco che arriva il regalo di Natale, anzi il doppio regalo.
Ovest “difende” a 4Picche, viene Contrato e il suo compagno non può evitare di andare 1 down, perdendo il board. Oppure no?

I risultati a doppio morto a volte differiscono da quelli al tavolo e questa è una di quelle volte: mentre in Sala Aperta il tranquillo contratto di 2Picche viene realizzato con una surlevée, come prescritto dal Par teorico, in Sala Chiusa sono state effettivamente realizzate 4Picche, aggiudicandosi il board.

Sempre disparità tra numero di Atout (17) e numero di prese (16). Nonostante il punteggio abbastanza equamente suddiviso, 21 contro 19, c’è la differenza di ben 2 prese, e chi ha più punti ne fa di meno.

Il triplo salvagente

Come il noto salto mortale, è altrettanto difficile favorire degli avversari che rifiutano di essere salvati, ma alla fine, ci si può anche riuscire.

Sala Aperta:

In Sala Aperta E/O non raggiungono il proprio Par, 3Cuori o meglio 3SA, e si lasciano giocare agli avversari 2Picche, il loro Par positivo.

Nell’altra sala si verifica una situazione alquanto paradossale.

Sala Chiusa:

La licita è piuttosto concitata, ognuno vuol dire la sua. N/S, tutti in zona, si spingono a 3Picche, che andrebbero 1 down e Contrate frutterebbero +200, un buon risultato “pratico” per E/O, visto che il Par teorico, 3SA, è realisticamente indichiarabile.

Ma Est li salva dichiarando 4Cuori (anche loro 1 down, -200) e realizzando così un doppio salvagente (invece di andar down loro, andiamo down noi).

Ma non è finita. Nord restituisce il regalo e li salva a sua volta dichiarando 4Picche, contrate per 2 down, -500. Board perso.

17 Atout e 17 prese tra Picche e Cuori con un punteggio di 22 a 18 e 9 prese contro 8, tutto a favore di E/O. La situazione di zona, però, non consiglierebbe una così tenace combattività.

Ricapitolando e concludendo

In una licita competitiva le occasioni di fare “regali” possono assumere caratteristiche diverse. Ne abbiamo visto 8 esempi, raggruppati in due tipologie contrapposte, che probabilmente non sono esaustive, ma evidenziano il fatto che si fanno errori sia non dichiarando sia dichiarando.

Per gli amanti delle statistiche, in più della metà delle smazzate di questo primo tempo della finale del Reisinger Trophy 2013 è stato fatto almeno un regalo. Ma quest’alta percentuale non deve stupire più di tanto, vista l’esasperata competitività che la formula BAM comporta. Tanto è vero che spesso il board è in pareggio con contratti decisamente al di sopra o al di sotto dei Par teorici.

L’incontro a squadre condiziona ulteriormente i risultati, dal momento che, pur con un punteggio di tipo Mitchell, in cui anche un diecino di differenza può determinare la sorte di un board, non c’è l’alea della “sala”, cioè quella variabilità di risultati su una determinata smazzata che può comportare un miglioramento o un peggioramento del risultato.

Quando ci si trova squadra contro squadra su ogni singola smazzata, non basta avere a disposizione strumenti ben collaudati ed abilità licitative non comuni per cercare di individuare il Par, occorre sempre chiedersi che cosa sta succedendo dall’altra parte, e tener presente che ogni mano, per quanto sembri banale, può nascondere qualche insidia dal punto di vista dichiarativo.
E come sempre nel bridge, chi sbaglia di meno vince.

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