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I Fall Nationals comprendono le competizioni più dure.

“Laggiù nell’Arizona”, e in particolare a Phoenix, sono oramai in corso di svolgimento i Fall Nationals, l’ultimo, e più prestigioso evento del calendario statunitense. Più prestigioso, perché vi si disputano alcune competizioni ritenute le più difficili da vincere, a cominciare da quella più importante, la Reisinger Open Board-A-Match Teams. Insieme alla Reisinger, altre due sono le gare di massima qualità: il Kaplan Blue Ribbon Pairs, ed il Mitchell Open Board-A-Match Teams.

Il perché siano queste le competizioni più prestigiose dell’intero calendario americano è dato, nel caso di quelle a squadre, dalla formula Board-A-Match, ovvero la più tecnica e difficile (anche da organizzare!), mentre per il “Blue Ribbon Pairs” si tratta della qualità dei partecipanti, visto che per essere ammessi a giocare non basta nemmeno essere Life Master (all’incirca, l’equivalente di un nostrano “Prima Picche”), ma occorre anche avere piazzamenti di prestigio nei Nationals (ovvero possedere Platinum Points).

I Nationals Americani comprendono gare specifiche per livelli di gioco e serie e altre aperte a tutti.

Come sempre, oltre alle sopra citate gare, se ne svolgono molte altre nell’arco dei dieci giorni complessivi di gara (in realtà undici: nel primo giorno, però, si disputano solo eventi di beneficenza, in omaggio allo statuto dell’ACBL che li impone). La formula è quella oramai collaudata da decenni: a competizioni riservate ai bravi, ed ai bravissimi, se ne aggiungono innumerevoli altre ristrette ai meno bravi, ed altre, infine, che pur svolgendosi sotto uno stesso nome, sono però divise in categorie (il meccanismo cosiddetto “Stratified”), e quindi accessibili a tutti.

Nel caso di quest’ultime, le stesse si svolgono con cadenza giornaliera, per cui chi non voglia impegnarsi per più di una giornata in un evento di maggior rilievo può comunque trovare competizioni di ogni tipo, e ad ogni ora (ci sono sedute per “early birds”, uccelli del mattino, che cominciano alle 9.00, ed altre per i nottambuli, che iniziano alle 23.30!).

cactusPer quanto riguarda invece le prime, quelle che regalano i Platinum Points, si inizia da quelle di minore qualità – al momento sono in corso il Nail Life Masters Open Pairs e lo Smith Life Masters Women’s Pairs (da notare che bisogna essere Life Master per giocare) – per poi concludere, nella seconda settimana, prima con il Blue Ribbon, e poi con la Reisinger (in campo femminile, l’omologo della Reisinger è il Marsha May Sternberg BAM Teams, mentre non c’è una competizione a coppie equivalente al Blue Ribbon).

Una citazione a parte, poi, la merita l’ambito Senior, dove il Baze Senior Knockout Teams, anch’essa la gara più prestigiosa dell’anno nella categoria, occupa l’intera decade. Per dire della qualità del campo di gara, basta scorrere l’elenco dei partecipanti per trovare niente meno che i Meckwell (i quali non sarebbero Senior a livello internazionale, non essendo ancora sessantenni, ma negli USA il limite della categoria è fermo a 55; gli americani hanno però anche la classificazione – e le relative competizioni, come anche a Phoenix – Super Senior: 70+), unitamente ad un incredibile elenco di campioni del mondo.

Alcuni italiani stanno già giocando eventi minori.

Nel caso del Nail Life Master Pairs, dove si gioca oggi la finale, non c’erano italiani in gara (conducono gli israeliani Fisher-Schwartz). Alcuni dei nostri, però, hanno giocato dei side games: LauriaVersace (come oramai da molti anni, nella squadra di Jimmy Cayne) uno Stratified Bracketed Knockout Teams (spieghiamo: le formazioni in gara sono divise in settori da otto, a seconda della qualità, e nell’ambito di ciascun settore giocano quarti, semifinale e finale a KO); sono in finale. Inoltre, Dano De Falco e Gabriella Olivieri (anch’essi nell’orbita Cayne: giocano, come sempre, nella squadra della moglie di Jimmy, Patricia), hanno disputato un Side Swiss Teams, finendo sesti.

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Il metodo di segnatura – È l’elemento caratterizzante: ogni board vale due punti, in palio per quella delle due squadre che segni di più, indipendentemente da quanto (1 a 1 in caso di pareggio). 10 punti valgono quindi quanto 2000.

Gli aspetti tecnico-tattici – È facile capire perché questa sia la forma più tecnica di competizione, ed anche la più spietata, dove vince invariabilmente il migliore anche su brevi distanze: gli slam molto fortunati su due impasse e una divisione, che possono saltuariamente favorire una squadra più debole, hanno qui lo stesso valore di una presa in più ottenuta grazie ad un difficile gioco di fine mano, o di una difesa millimetrica, manovre che sono appannaggio solo degli eletti. In realtà, poi, quando il livello non sia troppo omogeneo, come nel caso della fase di qualificazione della Reisinger, le squadre più forti tendono ad un gioco molto aggressivo, visto che sanno che alla lunga guadagneranno più di quanto perderanno (i parziali contrati sono quindi all’ordine del giorno); insomma un gioco meno tecnico di quello che si può pensare dalla spiegazione precedente. Tuttavia, in finale il livello è invece sempre altissimo, e basta dare un’occhiata all’Albo d’Oro per capire che solo i grandissimi possono vincere, come invece non sempre accade nel caso di Vanderbilt e Spingold (sebbene le eccezioni siano comunque rare), che si giocano a KO.

Gli aspetti organizzativi – Nel BAM si giocano pochissime mani contro ogni squadra avversaria (due, di norma, ma anche tre o quattro in dipendenza dal numero di partecipanti, e quindi dalla formula; sono quasi sempre tre nella finale della Reisinger) in modo da far sì che ogni squadra incontri il maggior numero possibile di avversarie (nella finale, tutte, e due volte). Questo impone un movimento complicato, di tipo “Mirror”: sostanzialmente, in una sala si gioca un movimento a coppie, mentre nell’altra si gioca lo stesso movimento, ma visto come in uno specchio, dove tutte le squadre N/S in una sala sono E/O nell’altra. L’effetto che si ottiene è paragonabile a quello di ciò che da noi si chiama (impropriamente) “Patton”.

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