Avvento

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Continua la preferenza di Babbo Natale per i racconti delle mani dei giocatori nordici. Dopo la straordinaria giocata di Geir Helgemo, tocca ora alla simpatica penna di Christina Lund Madsen, giocatrice della nazionale femminile danese e giornalista di bridge, che racconta la qualificazione (per la prima volta in decenni) di una squadra femminile nella prima serie open danese.

Le trappole pericolose (di Christina Lund Madsen)

Per la prima volta in decenni, in Danimarca una squadra femminile (composta da cinque donne e un capitano dai nervi logori) si è qualificata per competere fra le 12 migliori squadre della prima serie.
E’ difficile dire a chi debba andare il merito della cosa, se alle donne partecipanti o ai loro avversari uomini.

Durante il secondo fine settimana del torneo, la nostra squadra ha cominciato affrontando la formazione Pharmaservice, in cui normalmente gioca il mio caro amico Dennis Bilde. Dennis però aveva deciso di partecipare al torneo di Madeira, che si teneva in contemporanea (tra l’altro è arrivato secondo), così lo avevo avvertito che le ragazze avrebbero approfittato della sua assenza per massacrare i suoi compagni di squadra.

E’ andato tutto più o meno secondo i piani, finché è stato il momento delle ultime due mani.

Al penultimo board ero in Ovest, contro Henrik Caspersen (in Nord) e H.C. Graversen (in Sud)

Le mie carte:

Picche QJ97   Cuori A109   Quadri 764   Fiori J65

La licita:

Molto prima dell’ultima licita, avevo già deciso che sarei uscita con il Cuori10, sapendo che il dichiarante non aveva la Cue Bid di Cuori.

Giocavamo con i sipari e ho attaccato in un tempo normale, così da non rivelare problemi di attacco.

Quando sono state stese le carte del morto, che aveva CuoriK42, ho cominciato a sentire aumentare i miei battiti.

Il dichiarante, Graversen, che era stato compagno di Dennis Bilde nella nazionale danese, si è immerso in una lunga pensata.
L’aria si faceva pesante per la tensione e riuscivo quasi a sentire la sua ansia e l’eccitamento della mia partner da dietro il sipario: di certo aveva la Dama.

E’ in questi momenti che il bridge mi sembra meglio del… be’ diciamo solo meglio degli altri sport.

Alla fine ha chiamato il Re e ha realizzato facilmente 12 prese. Ero parecchio infastidita e gli ho chiesto come avesse fatto a indovinare.

Oltre a dire che se il contratto fosse stato 6SA avrebbe dovuto proteggere il CuoriK e che aveva bisogno della caduta del QuadriJ se l’CuoriA fosse stato malmesso, ha confessato che ha indovinato perché ad attaccare ero stata io.

ChristinaL’estate scorsa, la mia compagna Anne-Sofie Houlberg e io giocavamo contro Dennis e H.C. per allenarci per i Campionati Europei di Dublino e i World Bridge Games di Lille e quindi lui conosceva bene il nostro stile.

Sono convinta che fosse l’unico giocatore uomo in tutto il campionato ad aspettarsi che la sua avversaria bionda potesse attaccare sotto Asso contro lo Slam.

Anche agli altri due tavoli si era giocato 6Fiori e l’attacco era stato un onore di Picche.

Fortunatamente, anche le nostre eccellenti compagne di squadra Lone Bilde ed Helle Rasmussen nell’altra sala avevano dichiarato lo Slam e poi lo avevano addirittura giocato dalla parte giusta, così pareggiando il board.

Durante le nostre partite, l’estate scorsa, H.C. tentava sempre di Contrare le ragazze, lasciando una certa frustrazione nel suo partner Dennis quando il contratto veniva realizzato (abbiamo guadagnato qualche 670 o addirittura 1000 in caso di Surcontro). Nell’ultima mano del match finalmente è riuscito a Contrarci e a incassare lui 800 (questo board è stato censurato per la vostra sicurezza), limitando quindi la sconfitta a 16-14 in favore delle ragazze.

La notte stessa Dennis mi ha scritto un messaggio da Madeira dicendo che saremmo dovute essere più gentili nei confronti dei suoi compagni di squadra. Non sono d’accordo. Semmai, siamo state troppo gentili.

(Continua…)

Traduzione a cura di Francesca Canali