Venerdi 13 Dicembre, dopo giorni e giorni di nebbia e di gran freddo, Milano si è svegliata sotto un cielo azzurro illuminato da un bel sole; anche la temperatura è più mite e, considerata la stagione, quasi piacevole.
Questo è stato il benvenuto che la città ha voluto riservare ai tanti ospiti venuti anche da molto lontano per partecipare al tradizionale torneo che chiude l’anno, disputato da sempre nei giorni delle festività di S. Ambrogio e dell’Immacolata ma stavolta posticipato di una settimana.
Il numero complessivo delle squadre (76) non è stato forse esaltante avendo subito un ulteriore lieve calo rispetto a quello già registrato lo scorso anno; mancavano soprattutto molte squadre milanesi e lombarde di media caratura forse per la collocazione in giorni feriali, forse a causa dei tempi di crisi che viviamo o forse più probabilmente, come sostenuto da alcuni, per la scarsa chance di andare a premio considerata la nuova formula adottata che ha eliminato i piccoli gironi consolatori.
Tra le assenze importanti spiccavano quelle della squadra “Angelini” e della squadra di Monaco, quest’ultima impegnata in Cina nei World Mind Games dove, è bene ricordarlo, ha vinto sia nella competizione a squadre che in quella a coppie.
La partecipazione delle squadre straniere è stata numericamente nutrita (oltre il 20% del totale) e, soprattutto, qualitativamente elevata: prova ne sia che hanno occupato i primi tre gradini del podio lasciando a bocca asciutta le squadre italiane che pure contavano su presenze di prestigio a cominciare dalla “Lavazza” che infine si è dovuta accontentare della medaglia di legno; i fiorentini di Pauncz, quinti assoluti, si sono comportati alla grande conducendo la gara fino a 3 turni dalla fine e cedendo solo nel finale, pagando probabilmente l’handicap di avere giocato l’intero torneo soltanto in 4 .
Ho avuto modo di seguire da vicino alcuni turni finali della vincitrice “K1”, reduci dal secondo posto della European Champion’s Cup di Opatija, e in particolare la coppia Gunev/Nanev recenti vincitori del Cavendish coppie di Monaco che hanno confermato di essere una tra le coppie più interessanti in circolazione.
La loro prestazione regolare e immune da errori ha messo in grande difficoltà gli avversari: a dimostrazione della perfetta intesa fra i due bulgari basti notare che durante la disputa dei turni di gioco (almeno quelli a cui ho assistito ma certamente anche i rimanenti) dal momento in cui si sono seduti al tavolo fino alla fine non hanno scambiato nemmeno una parola: tutto è avvenuto nel massimo silenzio mentre, al contrario, gli avversari avevano da discutere alla fine di ogni board.
E anche la forte squadra croata “Zagreb”, che si è presentata all’ultimo turno con 2 punti di vantaggio, ha dovuto “pagare dazio” ai bulgari finendo con il cedere anche il posto d’onore alla squadra italo-polacca “Goraco”.
Da rilevare nella squadra “Lavazza” il debutto ufficiale, anche se non baciato dalla fortuna, del nuovo acquisto Alejandro Bianchedi: certamente avrà modi e tempi per mettersi in luce e mostrare tutto il suo valore.
La nuova formula di gioco adottata ha lasciato qualche perplessità in più di un partecipante e può avere avvantaggiato qualcuno a scapito di altri anche se poi, alla fine, i meriti vengono sempre premiati; comunque sulla scorta dell’esperienza può essere rivista in futuro cosi da evitare inutili recriminazioni e critiche.
In ultimo una citazione agli organizzatori e allo staff al completo che per opinione generale , sotto l’egida di Ghigo Ferrari e dell’inossidabile speaker Massimo Ortensi, sono stati inappuntabili.
Arrivederci al prossimo anno con l’auspicio che si possa finalmente segnare una inversione di tendenza per rilanciare questo glorioso torneo a cui tutti i bridgisti, non solo milanesi, tengono molto.