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Per un trentennio, dietro ogni singola pagina di Bridge D’Italia c’è stato il lavoro di Romano Pacchiarini.

La sua lunga carriera in Federazione è cominciata in un tempo in cui la tecnologia era, per dirla in termini tipografici, appena abbozzata.
Romano ha quindi iniziato sgrovigliando i corsivi dei giornalisti di bridge, che confessano che gli consegnavano “qualsiasi cosa, manoscritti più astrusi delle ricette dei medici”.

Negli anni, la rivista federale cambiava direttore, tipografia, formato, periodicità, affidandosi però sempre all’instancabile e pregiato lavoro di Romano.

Tutto scorre, ovvero, tutto è una rivista da sfogliare; quest’anno è sopraggiunto il merito anagrafico e Romano ha passato il testimone.

Prima, però, tramite certosine scansioni, ha dato nuova vita ai vecchi numeri di Bridge D’Italia e li ha resi disponibili in formato elettronico. Un gesto straordinario e spontaneo che fa capire quale meravigliosa filigrana di gentiluomo d’altri tempi ci sia dentro Romano.

L’apposita sezione del sito federale contiene quindi, da oggi, la collezione completa della rivista federale dal 1995 in poi.

Questa mattina Romano è stato invitato nella sede della Federazione, dove il Presidente Gianni Medugno e il Segretario Generale Francesco Conforti gli hanno consegnato una targa, come riconoscimento “alla sua trentennale appassionata e professionale collaborazione alla rivista Bridge D’Italia.”