Mi riesce difficile capire che per situazioni identiche l’arbitro debba prendere decisioni diverse in base alla tipologia dell’incontro. Mi spiego. Campionato Regionale xxx: Nord per segnare il risultato della mano giocata (3Cuori, 140 Nord) erroneamente apre l’altro score e si accorge dell’errore in quanto vede in Est 4Picche+1 (-650) e 4Picche+2 (-680). Nord mi chiama, faccio scrivere il risultato sullo score giusto e faccio licitare e giocare regolarmente la mano il cui risultato era stato visto solo da Nord.
Est/Ovest licitano e pervengono al contratto di 3SA+3 (-690). Se avessi dato 60/40 per Est avrei danneggiato la coppia innocente così come se Est non avesse mantenuto il contratto l’avrei indebitamente premiato.
Tre giorni dopo si verifica la medesima situazione in un simultaneo che mi vede giocatore in Sud con lo score aperto erroneamente da Nord. Est chiama l’arbitro e gli dice di assegnare 40/60 per l’errore di Nord. A parte che Est avrebbe dovuto solo chiamare l’arbitro, ma su questo sorvolo, l’arbitro deve o no accertare se ci possa essere stata una informazione non autorizzata prima di assegnare il risultato 40/60? O deve far giocare la mano correggendo eventualmente dopo il risultato? Ti ringrazio se vorrai darmi il tuo illuminato parere che diventa cultura per noi arbitri di periferia,
Eugenio Gullì (GLB002, Bridge Lecce)

Caro Eugenio,
la prima circostanza è esemplificativa del perché, in casi come quello, il Codice preveda che così si debba agire; in particolare, trattandosi di un’Informazione Non Autorizzata (INA) da fonte diversa che siano il compagno, e/o una carta o chiamata ritirata, la normativa di riferimento è l’Articolo 16 del Codice di Gara, paragrafo C:

C. Informazione estranea da altre fonti
1. Quando un giocatore riceva accidentalmente informazioni non autorizzate riguardanti un board che sta giocando o che ancora deve giocare, come guardando la mano sbagliata; udendo chiamate, risultati o rilievi, vedendo delle carte a un altro tavolo; o vedendo le carte appartenenti ad un altro giocatore al suo stesso tavolo prima che cominci la licitazione, l’Arbitro dovrebbe esserne immediatamente informato, preferibilmente dallo stesso giocatore che ha ricevuto l’informazione.
2. Se l’Arbitro ritiene che l’informazione potrebbe interferire con il normale svolgimento del gioco, prima che venga effettuata una qualunque chiamata, egli può:
(a) qualora il tipo di competizione ed il metodo di calcolo dei risultati lo permettano, modificare le posizioni dei giocatori al tavolo, in modo che il giocatore in possesso dell’informazione su una mano venga in possesso della mano stessa; o
(b) qualora il tipo di competizione lo permetta, richiedere che quel board venga rismazzato per quei concorrenti; o
(c) permettere il completamento del gioco del board, rimanendo pronto ad attribuire un punteggio arbitrale qualora ritenga che l’informazione non autorizzata possa aver condizionato il risultato; o
(d) assegnare un punteggio arbitrale artificiale

Quindi, salva la possibilità di applicare 2a e 2b, 2c è sempre la scelta di elezione – da te correttamente effettuata – mentre 2d è solo l’estrema ratio, da utilizzarsi solo se, e quando, sia assolutamente impossibile giocare la mano. Di fatto, 2d non dovrebbe essere usato (quasi) mai.
Tuttavia, le nostre Norme Integrative prevedono che sia 2d a dovere, obbligatoriamente, essere usato quando si giochi a livello locale:

Informazioni non autorizzate da altre fonti
Per quanto riguarda l’applicazione dell’Articolo 16 del Codice di Gara, paragrafo C2, nell’unico caso nel quale l’Informazione Non Autorizzata provenga dall’indebita apertura di uno score, e che la manifestazione si svolga a livello locale, l’Arbitro è chiamato a fare diretto riferimento al punto d), assegnando quindi invariabilmente il punteggio arbitrale artificiale del 40% alla coppia colpevole e del 60% alla coppia avversaria, in ossequio al dettato dei pertinenti paragrafi dell’Articolo 12 (12A2, 12C1d, 12C2).

Notoriamente, io non sono d’accordo con questa norma, ma questo non vuol dire che non vada applicata. La sua ratio, non del tutto sbagliata, è quella di semplificare la vita agli arbitri a livello locale, specie in quei casi – INA – nei quali è comunque richiesta una qualche abilità valutativa. La mia obiezione è ben dimostrata dal tuo caso.
Per il resto, non c’è niente di anomalo, però, che ci siano trattamenti diversi in ambiti diversi, e, in particolare, a livello locale (basti pensare alla normativa sulle psichiche). Al circolo, infatti, una qualche semplificazione è raccomandabile, così come un approccio meno rigido a vantaggio dei più deboli e, in generale, della chiarezza nel rapporto con i giocatori.
Cari Saluti,
Maurizio Di Sacco