A 24 e 27 anni non ancora compiuti, Lotan Fisher e Ron Schwartz sono già due stelle del Bridge mondiale. Dopo una brillante carriera juniores, nel 2011 hanno ottenuto il primo importante successo Open a Veldhoven con la vittoria al Transnational a Squadre. L’anno scorso, a Monte-Carlo, si sono aggiudicati nientemeno che il Trofeo Cavendish, conteso da numerose coppie di pluricampioni mondiali. Sono seguite altre vittorie, l’ultima ieri: il primo posto al Torneo Internazionale a Squadre Città di Roma con il team Vitas.
Lotan Fisher, il più giovane dei due, risponde a qualche domanda per Bridge D’Italia Online.

Lotan Fisher

Hai appena vinto il Torneo Internazionale a Squadre Città di Roma. Quali sono le tue impressioni su questa manifestazione? Ti è piaciuta la sede di gara?

Questa è la mia prima volta a Roma, ma sicuramente non l’ultima.
Le mie impressioni sul torneo sono molto positive, un’organizzazione davvero di alto livello, un’ottima formula di gara e molti giocatori di altissimo livello. Mi sono divertito tantissimo e il clima e la magnifica città di Roma sono i motivi per cui mi tratterrò qui ancora qualche giorno prima di andare a Monaco per il torneo.

Nella tua squadra, oltre a te e al tuo compagno Ron Schwartz, provenienti da Israele, ci sono i polacchi Boguslaw Gierulski e Jerzt Skrzypczak e i lituani Wojtek Olanski e Vytautas Vainikonis. Come si è creata questa formazione?

Il Sig. Vytautas Vainkonis e il suo compagno Wojtek Olanski, dalla Lituania, sono venuti l’anno scorso in Israele per un torneo di Bridge. Durante la gara a squadre abbiamo giocato contro di loro, a cui è piaciuto il nostro modo di giocare e la nostra compagnia. Così abbiamo formato una squadra al Campionato Europeo di Ostenda e poi ancora a Mosca due settimane fa.

Lotan Fisher

Come ti sei avvicinato al Bridge? Raccontaci i tuoi primi passi con un cenno al tuo palmares in campo giovanile.

Ho iniziato a giocare a Bridge a 11 anni. Nessuno della mia famiglia sapeva giocare, così ho cominciato tramite un programma scolastico organizzato dalla mia città.
Naturalmente all’inizio non mi piaceva per niente e preferivo giocare a calcio e pallamano, ma poi pian piano è diventato parte di me e dopo solo 18 mesi di Bridge ho vinto il Campionato Europeo Juniores. (Torquay 2002, ndR)

Sei un professionista di Bridge o sei impegnato anche in altre attività (lavoro, università…)?

Ho concluso il servizio militare due anni fa, appena un mese prima di vincere il Transnational a Squadre a Veldhoven. Da allora trascorro la maggior parte del mio tempo insegnando il Bridge o giocandolo. Il mio compagno, Ron Schwartz, è al terzo anno di università.

Israele ha una grande tradizione bridgistica. Com’è la situazione al momento? Quanti sono gli iscritti alla Federazione locale?

E’ vero, Israele ha ottenuto grandi risultati negli ultimi dieci anni, soprattutto grazie al Bridge a Scuola e agli eventi per juniores. La Federazione sta sviluppando alcuni progetti molto buoni in sinergia con il governo per spingere i ragazzi e gli adulti a imparare il Bridge. Per ora, la Federazione di Bridge di Israele conta 6000 iscritti.

Quali attività sono organizzate dalla Federazione di Bridge di Israele?

Vengono organizzati due grandi Festival. Il primo si tiene ad Eilat ed è principalmente gestito da David Birman. Per quel che ne so è il più grande Festival europeo, con 500 coppie iscritte all’evento Open. Il secondo si tiene a Tel Aviv ed è gestito dalla Federazione. Incoraggio chiunque desideri partecipare a mettersi in contatto con me e io farò del mio meglio per prendermene cura. Israele come tutte le Federazioni di Bridge organizza Campionati a coppie e a squadre durante l’anno e anche le selezioni per stabilire chi rappresenterà lo Stato ai Campionati Europei.

Lo Stato di Israele finanzia il Bridge?

Sì. Lo Stato sta supportando la Federazione, alla quale viene riservato un budget. Non è molto denaro, ma almeno è utile per finanziare la diffusione del Bridge in Israele.

La vittoria del Cavendish a coppie dell’anno scorso ti ha cambiato la vita? Facci vivere le emozioni che hai provato al momento e raccontaci le decisioni successive che hai preso in merito alla tua carriera bridgistica.

Devo ammettere che vincere il Trofeo Cavendish a Coppie l’anno scorso ha cambiato la mia vita in molti modi.
Subito dopo la nostra vittoria abbiamo cominciato a ricevere ingaggi negli Stati Uniti e in altre competizioni internazionali.
Inoltre, dopo questo risultato ho deciso di dedicarmi al Bridge e di rimandare di 2-3 anni i miei progetti universitari.
Vincere è stata un’emozione immensa, non ci aspettavamo un risultato del genere e per noi è stato come veder trasformato un sogno in realtà.

Qual è la tua miglior qualità nel Bridge?

Non so proprio dire se io sia un buon giocatore di carte o qualcosa del genere, ma comunque credo che la mia miglior qualità sia la capacità di rimanere concentrato per moltissimo tempo. Posso passare la notte in bianco e poi giocare il mio miglior Bridge come se niente fosse, anche 200 board di fila.

Qual è il tuo peggior difetto nel Bridge?

Dato che sono perdutamente innamorato di questo gioco mi stanno immensamente a cuore i risultati. Quindi a volte reagisco molto male a un grave errore del partner. Non è bello, e mi sto impegnando per cambiare questo aspetto del mio carattere.

Che sistema giochi con il tuo compagno?

La base è 2/1, stile americano con alcune convenzioni che abbiamo aggiunto, come il 2Quadri Multicolor, 2Cuori bicolore nobile, 2SA bicolore minore e altre. Negli scarti giochiamo UDCA.

Quali sono i punti di forza della vostra coppia?

Io credo, e altri te lo potrebbero confermare, che Ron sia il compagno perfetto per me. Alcuni pensano che lui non sia un grande giocatore, ma a me davvero non importa, noi ci conosciamo da tanti anni e siamo più che partner di Bridge. Siamo migliori amici e ci conosciamo molto bene. Parliamo di Bridge ogni giorno per ore e quindi sappiamo alla perfezione qual è il nostro stile licitativo e questo comporta un vantaggio contro le migliori coppie.
Prova a dare a me e a Ron una mano da licitare: sicuramente non la dichiareremo allo stesso modo! Ma sappiamo perfettamente come liciterà l’altro!

Quali lati della vostra coppia andrebbero secondo te perfezionati?

Stiamo lavorando per migliorare il nostro gioco della carta e il nostro atteggiamento di fronte ai reciproci errori.
Ultimamente non abbiamo avuto molto tempo per perfezionare il sistema, ma sarebbe il caso di dedicarci anche a quello.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Per quanto mi riguarda, giocare per la nazionale di Israele e vincere medaglie ai Campionati Europei e alla Bermuda Bowl sarebbe la cosa più importante.

Cosa pensi della nazionale italiana di Bridge, vincitrice dell’ultima Bermuda Bowl?

Io credo che la nazionale italiana di Bridge sia la squadra più forte del mondo, con i migliori giocatori al mondo. Lo avevo dichiarato anche prima della loro vittoria all’ultima Bermuda Bowl.
Credo che siano i favoriti in ogni torneo in cui partecipano. Inoltre devo dire che oltre a essere grandi giocatori di Bridge ciascuno di loro è anche un mio amico, persone molto simpatiche che ammiro.
Sono stato molto contento della loro vittoria e ho guardato ogni singolo board tramite BBO, indipendentemente dal fuso orario e dal posto in cui mi trovavo.