Dopo il commento di Eugenio Bonfiglio al Festival Over 60 che si è svolto a Riccione tra il 6 e il 14 Luglio, un altro giocatore partecipante esprime il suo parere alla Redazione di BD’I online.

E’ opinione comune, in campo calcistico, che esistano 40 milioni di commissari tecnici della squadra nazionale. Per quanto riguarda il Bridge dovrebbero esserci circa 40000 organizzatori di campionati. Alla conclusione del Festival Over 60 2013, mi permetto di muovere qualche critica costruttiva, suggerendo dei cambiamenti, come l’ultimo dei… 40000!

Partecipo ai campionati riservati ai Seniores fin dal secolo scorso, allorché si disputavano a Salsomaggiore Terme. E’ stata una scelta felice quella di Riccione come sede del Festival. Tuttavia qualche perplessità era sorta in me a causa degli orari fissati per le gare. E mi meravigliava il fatto che ogni anno si batteva il record di partecipazione. Quest’anno si è invertita la tendenza, essendosi verificate le seguenti diminuzioni: 7% per le squadre miste, 11% per le coppie miste, 19% per l’individuale e 5% per le coppie open. Si sono salvate le squadre open, invariate rispetto all’anno scorso (80). Maurizio Di Sacco, già nel secondo numero del bollettino (gradita novità per Riccione), nel constatare che le squadre miste erano passate dalle 67 del 2012, alle 62, individuava, come probabile causa, la rottura dell’impianto di raffreddamento del Palazzo del Turismo, verificatasi lo scorso anno. Le ulteriori diminuzioni potrebbero essere attribuite anche a:

1) La grave crisi economica in atto. 2) L’esordio dei neo-sessantenni che non ha compensato le defezioni di tanti anziani, dovuta a stanchezza o, peggio ancora, a… Malattie e decessi! 3) Lo stress dovuto a affaticanti gare che si svolgono in un periodo in cui, di norma, imperversa un clima caldo ed umido. 4) L’orario delle competizioni. E’ questa quarta ragione che forse determinerà la fine delle mie partecipazioni al festival. A settembre compirò 80 anni e mi costa molto rinunziare alla mia quotidiana pennichella. Nell’albergo, dove di solito dimoro a Riccione, il pranzo inizia tassativamente alle ore 13 e, per essere ai tavoli alle 14, o rinunzio ad un pasto normale o rischio una indigestione per la fretta e per il passaggio dal caldo esterno al freddo dei locali in cui si gioca. Per inciso la nuova sede è molto migliore della precedente per funzionalità e climatizzazione. Non mi interessa avere libera tutta la serata. Non devo frequentare discoteche o altri locali di divertimento. Non sono tra i pazzi che partecipano a tornei di Bridge a Riccione e dintorni. Non voglio insegnare niente ad alcuno per cui le considerazioni che seguono sono da interpretare come miei auspici. – Nel mese di luglio non dovrebbero svolgersi campionati per Bridgisti di età avanzata. – Non bisogna concentrare turni di gioco nel solo pomeriggio, costringendo i giocatori ad un impegno di 5-6 ore di seguito. Si corre il rischio che, oltre a condizionatori d’aria, si debbano approntare… bombole di ossigeno! – Anche se è dispendioso per la Federazione, occorrerebbe usare, anche a Riccione, i sipari. – Non mi piace la suddivisione in serie delle squadre open. In un Festival tutte le squadre dovrebbero partire con medesime possibilità. – In campo sciistico il Gruppo Master B (nati nel 1953 o prima) si articola in diverse categorie. Si potrebbe escogitare qualcosa di simile anche nel Bridge. Lo scontro tra sessantenni o poco più vecchi e tra ultra-ottantenni è indubbiamente impari, e per resistenza fisica e per capacità cerebrale. E’ per me doveroso concludere con un plauso e un complimento a tutto lo staff dirigenziale ed arbitrale, che con professionalità, con disponibilità e con gentilezza ha reso meno disagevole la nostra fatica. Cordiali saluti.

Nicola Carbonelli (CRN009, Bridge Time ASD)