Dario Attanasio è il coach della nazionale Cadetti (Under 21). Ha guidato Alessandro Calmanovici, Giacomo Percario, Roberto Sau, Sebastiano Scatà e Alberto e Francesco Racca ai Campionati Europei Giovanili di Wroclaw, dove purtroppo gli “azzurrini” non hanno saputo accrescere il proprio palmares. Per questa volta.

Cadetti

European Youth Team Championships. Decimo posto e niente qualificazione per i mondiali. Cosa non ha funzionato?

La squadra è stata rivoluzionata in aprile per la cessione di Giovanni Donati alla nazionale maggiore. Immaginavo che la sua assenza avrebbe indebolito la squadra, cosicché ho ritenuto di limitare i danni creando due coppie nuove, visto che ho dovuto dividere la coppia Francesco Racca/Seby Scatà. Quattro dei sei componenti hanno affrontato gli esami di maturità (tre hanno avuto cento e lode) e questo ha inciso sulla preparazione, ma penso anche sul calo finale dovuto alla stanchezza.

Non pensavo che saremmo arrivati al podio, ma speravo nella qualificazione.
Devo ammettere che c’è un po’ di amarezza, perché siamo sempre stati nelle prime posizioni e fino al tredicesimo dei diciannove turni eravamo terzi. Uno dei pochi aspetti positivi è quello che contro le prime quattro squadre abbiamo realizzato circa 45 punti su 80 disponibili, segno che possiamo giocarcela alla pari contro tutti. Inspiegabili invece gli scivoloni contro la Germania, la Scozia, ma soprattutto contro la Repubblica Ceca, che incontrammo all’undicesimo turno, primi in classifica mentre loro erano terzultimi.

Il tuo compito è particolarmente difficile. Hai a che fare con giocatori giovanissimi in un’età fragile. Come ti relazioni con loro? Cosa dici loro quando sbagliano, o quando hanno successo?

Quando hanno uno score negativo sono i primi a rammaricarsene. Cerco di correggere gli errori individuali o incomprensioni di coppia, sperando che non si ripetano in situazioni analoghe. Sono troppo affezionato a questi ragazzi per far pesare loro determinati sbagli che comunque non farebbero altro che influenzare negativamente gli incontri successivi.

Giovanni Donati, 14 anni, è stato spostato dalla nazionale Youngsters (under 21) alla nazionale Junior (under 26). Come giudichi questa scelta?

E’ stata una necessità della nazionale juniores. Non mi sono opposto a questa richiesta perché la nazionale juniores ha la priorità su quella cadetti. Non c’e bisogno che dica che questo spostamento ha penalizzato la mia squadra.

Ci racconti un aneddoto, un episodio che ti è rimasto impresso, della tua esperienza di coach?

Non mi sovviene niente di particolare, ma racconto un fatto avvenuto alla fine di una giornata di gioco. Mentre passeggiamo nella piazza principale di Wroclaw, improvvisamente una bellissima ragazza abbraccia e bacia uno dei ragazzi, tra lo stupore e forse l’invidia degli altri.

Che sistema licitativo giocano i ragazzi? Lo hai imposto tu? E’ lo stesso per tutti?

Giocano tutti più o meno la quinta italiana. Io ho cercato di migliorare la loro valutazione della mano, l’approccio al gioco e al controgioco. Ho inserito dei gadget come l’Easy Gar e la Gazzilli su sistemi naturali di quinta italiana e altre convenzioni semplici.
Quest’ultimo è stato possibile farlo su due delle tre coppie, perché una ha avuto il divieto di farlo da parte della società di appartenenza, e questo ha creato un po’ di disagio. Per evitare che questo conflitto coinvolgesse i ragazzi che poi sarebbero state vittime di questi contrasti, ho preferito non insistere.

Quali sono i prossimi obiettivi? Quali aspetti cercherete di potenziare?

I Campionati Europei a coppie 2014 , ma principalmente gli Europei 2015.
Nelle prossime settimane analizzerò attentamente tutti gli score per individuare gli errori. In particolare cercherò di capire se bisognerà migliorare l’aspetto del gioco col morto o del controgioco o della dichiarazione in generale o nello specifico per la competizione o per lo Slam.
Senza considerare Giovanni Donati, quattro dei sei ragazzi che hanno partecipato a questi Campionati saranno ancora cadetti. Questo mi lascia ben sperare se dovessi essere ancora io il coach. A proposito di questo vorrei sottolineare che io mi definisco l’esclusionatore e non il selezionatore, dato che la mia scelta si restringeva a soli sette elementi.
Bisogna riflettere e pensare a qualcosa che possa avvicinare a questo gioco i ragazzi, altrimenti corriamo il rischio di non poter partecipare ai campionati cadetti del 2017 per carenza di praticanti al di sotto dei 20 anni.

Come ha reagito la Federazione a questo risultato?

Il Presidente Gianni Medugno e il Segretario Generale Francesco Conforti sono arrivati a Wroclaw venerdì mattina e, senza voler sembrare adulatorio, il loro comportamento è stato per me sorprendente. E’ facile essere sorridenti e affettuosi in caso di un risultato positivo, molto meno nella situazione opposta. Devo dire che le parole di incoraggiamento e di stima che i miei ragazzi hanno ricevuto dal Presidente sono state emozionanti.