Le effettive carte non sono importanti, in quanto il quesito è solo di possibilità insita nel regolamento.
Alla mia sinistra Passo, Passo del mio, 1SA a destra. Ho una dozzina di punti e PiccheKJ10xx, so che, se non parlo, il mio non è tipo da mettere fuori il capino, e decido per un azzardato 2Picche. 2SA a sinistra (verrà spiegato come “positivo senza ferma”), 3Picche (!!!!) del mio: mai che parli con 12, ma se ha 6 non lo ferma nessuno… 🙂
Lunghissima pensata dell’apertore di 1SA, (20-30 secondi almeno) e quindi Passo.
Passo mio e Contro dell’avversario.


Il torneino è di quelli improvvisati al circolo, giusto per passare un pomeriggio, si chiacchiera e si scherza.
Ridacchiando, dico (usando, lo ammetto, espressione non corretta di cui, poi, mi scuserò): “Se eravamo in un torneo serio, te lo facevo togliere”.
Non l’avessi mai detto: la compagna (quella che ha aperto di 1SA), comincia una filippica sul fatto che è stufa di passare per scorretta, che è ora di finirla, ecc., mentre il mio avversario di sinistra, sostiene, abbastanza giustamente, in verità, che il Contro è praticamente obbligato.
Cerco di spiegare che, in effetti, intendevo dire che dopo una pensata di quel genere la chiamata dell’arbitro sarebbe stata, quella sì, un MIO obbligo, e che era quello che intendevo quando ho usato l’espressione di cui sopra, ma mi riesce difficile farlo accettare.

Ora, a parte il fatto che, nel nervosismo del momento, non ho neppure controllato le carte degli avversari, ma il mio ha 6 PO con 4 Picche, il che porta a 18 i nostri punti e lascia poco spazio a un “2SA positivo” (mi sembra di ricordare che i punti siano 6, ma non ci giuro), è vero o non è vero che una pensata di quel tipo, seguita dal Contro, mi consente una (ragionevole) chiamata arbitrale?
Tra l’altro, vado -1, e solo a fronte di una 4-3 in un seme, in cui non mi è possibile evitare di perdere due prese. Se avessi avuto il doubleton, il contratto era sul tavolo. In pratica, se avessi avuto la sesta al posto della quinta. Gli atout erano 2-2, con Qx e Ax. Ne pago solo una.

Più che “voler avere sempre ragione”, come sono stato accusato di fare, vorrei poter dimostrare che stavo esponendo una ovvia conseguenza, e non un mio ghiribizzo. Grazie per l’attenzione.
Roberto Della Giovanna (DLT017, Bridge Crema)

(però mi sono rifatto: la mano dopo ho imbastito una falsa compressione, e ho avuto successo… 🙂 )

 

Caro Roberto,
messa così, la domanda ha una facile risposta: avevi certamente il diritto (ma non l’obbligo!) di chiamare l’arbitro, e da come hai esposto i fatti (lascio la parola ai tuoi avversari per commenti e/o precisazioni), con ragione.
Senza avere tutte le carte, invece, non mi posso esprimere nel merito.
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco