Selezioni a squadre senior per la partecipazione alla gara europea di Ostenda.
Salsomaggiore 11/14 aprile 2013.
Ai sensi dell’art. 5 del Codice di Gara lettera k (interpretazione delle regole) e p (valutazione tecnica delle decisioni arbitrali) del regolamento settore arbitrale (delibera del 26/4/2008), espongo il seguente caso alla commissione nazionale arbitri, nella speranza che possa darmi anche brevemente ed informalmente una risposta, e all’organo di informazione di tutti noi bridgisti italiani, affinché valuti se possa essere pubblicata al fine di chiarire un aspetto non secondario delle regole.
Alle ore 23 di venerdì 12/4/13 nell’edifico dei congressi di Salsomaggiore io sottoscritto Giancarlo Fargnoli in Ovest ed in zona, nella qualità di agonista per la squadra Di Lembo, iniziai a giocare la mano 32, il cui diagramma allego al termine di questo scritto.
Secondo il sistema della 5ª nobile, aprii di 1 Fiori.
Il carrello passò dall’altra parte del tavolo dove ***, della omonima squadra, in Nord e in prima, intervenne di 1 Quadri, lealmente allertato dal forte agonista al mio compagno ***, seduto in Est, come “intervento in sottocolore a Cuori”: questi allora posò sul carrello il cartellino “Contro”.
Questo tornò dal mio lato e l’avversario di destra, ***, vi adagiò il cartellino “Passo”.

In assenza di qualsiasi avviso, stimai che, fin lì, sarebbe stato remunerativo far giocare agli avversari 1 Quadri “contrato”, poiché con le 5 ottime Quadri di cui disponevo, certamente la mia coppia avrebbe penalizzato e non di poco, quel contratto.
Quindi senza tentennamenti misi il cartellino “Passo” e *** spinse il carrello d’altra parte del sipario.
Dopo qualche secondo, battendosi con la mano destra la fronte, lo stesso *** mi disse: “Scusa 1 Quadri è un intervento in sottocolore per Cuori”.
Allora a voce chiara ed immediatamente avvertii i giocatori di attendere perché avrei subito chiamato l’arbitro al tavolo per dirimere un caso appena sorto.
Ottenni la tempestiva presenza di *** al quale esposi il caso di mancato “alert”, omessa informazione e possibile danneggiamento.
L’arbitro, ascoltata la mia spiegazione e rimanendo accanto a me, diede ordine di proseguire la licita.
Il carrello tornò dal lato mio con il cartellino di 2 Cuori di *** e il cartellino di 3 Cuori di ***.
A questo punto, prima che *** licitasse, l’arbitro mi chiese cosa significasse il 3 Cuori di ***.
Lo informai che era “una interrogativa per conoscere la forza e la distribuzione della mia mano”.
Stranamente l’arbitro mi reiterò con le medesime parole la stessa domanda cui non potetti che dare identica risposta.
Quindi ordinò di proseguire e pose lestamente sul carrello il cartellino 4 Cuori.
Io, non potendo più a quel punto dell’elevatissima licita -ero anche in zona!- ragionevolmente “cercare farfalle sotto l’arco di Tito”, passai.
Alla fine il carrello tornò dal mio lato con il contro di che lasciai come definitivo.
A quel punto l’arbitro si allontanò.
Il contratto finale di 4 Cuori cadde di 2 prese con un vantaggio di 300 punti per la mia squadra.
Aggiungo che la mia linea, anche se in essa giocavo io che ancora mediocremente “sfango” nei meandri della tecnica bridgistica, aveva un comodissimo contratto di 5 Fiori o Quadri per 600 punti e un comodo piccolo slam a Fiori o Quadri per 1.370, come emerge dal diagramma.
I bravissimi e leali avversari, della cui buonafede non ho motivo alcuno di dubitare, erano riusciti in una eccellente difesa. Peccato che in essa albergassero 2 gravissimi difetti d’origine che tra breve illustrerò.
A fine gara, intorno alle 23,30 -quindi a orario tardo specie per chi era in sevizio dalla mattina e per chi, come me, è avanzato negli anni- sommessamente chiesi all’arbitro cosa avesse deciso su quella mano facendogli presente, con adolescenziale candore, del danneggiamento che ritenevo aver subito.
Il cortese arbitro mi rispose che, dopo essersi consultato con eminenti agonisti-tecnci di bridge che stavano partecipando alla gara (metodica che torna ancora più a suo merito), aveva preso la decisione di confermare il risultato “perché avrei potuto intervenire nella licita”.
Preso atto del provvedimento e ringraziatolo per l’opera svolta in maniera così professionale, lo avvertii che avrei informato la commissione arbitri sul punto.
Premetto che dalle ore 15,30 alle ore 15,50 di giovedì 11/4/2013 lo scrupoloso arbitro tenne a tutti noi partecipanti alla gara (davvero un buon numero di presenti), davanti a ***, una riunione in cui per non meno di 10 minuti, anche con toni decisi e con ripetizione dei concetti affinché ci fossero chiari, fece presente che avremmo dovuto non solo allertare sempre e correttamente le licite convenzionali ma anche accertarci che l’avversario dalla nostra parte del sipario avesse inteso la procedura. In caso contrario non avrebbe avuto esitazione a sanzionare i comportamenti colpevoli.
Ancora adesso mi sto domandando se la disavventura, per cui scioccamente sto facendo perdere tanto tempo a tanti soggetti, non si inquadri esattamente in quella fattispecie che cosi minuziosamente ci illustrò l’arbitro *** in quella riunione.
Se così fosse stato l’arbitro avrebbe dovuto in assoluto sanzionare, secondo il codice di gara, il comportamento tenuto dalla squadra *** con particolare riguardo a quello dell’agonista ***.
Subito dopo -se ho bene inteso gli articoli 20 (spiegazioni), 21 (informazioni errate) 40 (accordi coppia), 72 (principi generali) del codice di gara e la relativa appendice 3 sulla normativa di alert , avrebbe anche dovuto risarcire la parte incolpevole, cioè la squadra *** di cui ero un esponente, per il danno tecnico subito.
Se fosse ancora vivo Ghelli, potremmo parlare del a lui caro concetto “furto della prima mossa”.
Io, più modestamente, osservo che la licita di 1 Quadri di ***, non spiegatami, mi ha impedito di licitare 2 Quadri che, agli occhi di ***, secondo l’usuale sistema della 5ª nobile, avrebbe significato il possesso di 5 o più Fiori e 4 o più Quadri in una mano “forte” per punti onori o distribuzione.
E’ noto a tutti i tecnici che “la tempistica” (molti dicono timing) è un dato essenziale nel bridge, sia in licita che nel movimento dei colori: se viene disattesa, specie per azioni od omissioni illecite degli avversari, ne rimarrà ingiustamente pregiudicata la prestazione della linea incolpevole.
Dinanzi ad un mia licita di apertore di 1 Fiori – 2 Quadri, con un contro “competitivo” (cd sputnik) del navigato ***, un piccolo slam a Fiori o a Quadri (dove egli aveva idonei appoggi e punti) sarebbe stato assai probabile.
Distinti saluti:
Giancarlo Fargnoli: (FRL190, Railwais Napoli)
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Caro Giancarlo,

mi dispiace dire che i presupposti normativi da Te citati nella fase finale della Tua elegante lettera sono mancanti di un elemento fondamentale.
Se è infatti verissimo che gli Articoli citati – peraltro del tutto appropriatamente per quanto attinente a 20, 21 e 40, ma non a 72, che si occupa di altro, e in assenza di 75 e, soprattutto, di 12 – parlano di un risarcimento, è però anche vero che lo stesso non è indicato affatto quale obbligatorio negli stessi.
La terminologia in essi ricorrente è, infatti, che le infrazioni di cui alle fattispecie trattate negli articoli medesimi e all’incirca: “possono portare ad un punteggio arbitrale”, e che l’arbitro “attribuirà un punteggio arbitrale se riterrà che l’infrazione abbia causato un danneggiamento”.
Poiché tutti quanti, inclusi quelli omessi e che ho provveduto io ad indicare, richiedono un nesso di causalità perché possa configurarsi un risarcimento, ciò che, in estrema sintesi, deve fare l’arbitro, è chiedersi “che cosa sarebbe successo senza l’infrazione?”.
La valutazione di genere non compete all’arbitro, il quale è chiamato, per prassi e per precisa indicazione normativa (non del Codice, ma del Code of Practice, anch’esso parte del nostro corpus normativo), ad interrogare in merito esperti, e ad agire di conseguenza alle risposte che riceve.
Non conosco né il numero, né tantomeno il nome di giocatori interpellati nella circostanza (l’arbitro ha in merito il dovere della riservatezza), ma so, dall’arbitro stesso, che erano qualitativamente e qualitativamente adeguati alla bisogna, e conoscendo la competenza e lo scrupolo dell’intervenuto, non ho motivo di dubitare delle sue affermazione in merito.
Ebbene, questi giocatori hanno unanimemente affermato che si sarebbero comportati in maniera del tutto identica in prima istanza, pur ottenendo da subito la corretta informazione, e che tutti, viceversa, avrebbero rimosso il “contro”.
Quando hai messo il Tuo passo finale, tuttavia, eri in possesso dell’informazione giusta, per cui non sussisteva, in quel momento, nessun elemento ostativo – normativamente parlando – a quella scelta.
Non posso quindi che dire che l’arbitro ha fatto la cosa giusta, per i giusti motivi, operativamente e legalmente, anche se devo criticare il ritardo – da Te riportato – con il quale ha reso nota la sua decisione finale.