Conclusa presso l’ASL di Bergamo la prima esperienza di crediti formativi ministeriali, acquisiti da professionisti sanitari con un corso di Bridge.

Nel Giugno scorso, dopo una vita trascorsa in sanità, ho acchiappato l’agognata finestra pensionistica che mi avrebbe permesso di aumentare la frequenza delle torture inflitte ai compagni durante i Campionati.

Pochi mesi dopo, alla fine del 2012, due storiche Associazioni di Bergamo si sono fuse e, entrata in Consiglio nella nuova Associazione Bergamasca Bridge, ho subito cercato di fare sintesi tra le due grandi passioni della mia vita.

In medicina e nelle scienze sociali c’è letteratura interessante e pertinente, conosco bene i meandri della formazione obbligatoria ministeriale e la necessità, per gli operatori, di acquisire annualmente crediti ECM (Educazione Continua in Medicina).
La mia ASL è diretta da Mara Azzi, una donna attiva e intelligente ed ho deciso di proporre, per tutti i dipendenti e i loro familiari, un corso di Bridge gratuito, accreditato dal Ministero.

La proposta inoltrata al Direttore ricordava che il Bridge è definito dal CIO “sport della mente”, è attività
spiccatamente educativa alla relazione ed allo spirito di squadra, alla socializzazione, allo sviluppo di abilità cognitive e al miglioramento delle capacità matematiche e statistiche.
Continuava ricordando che nei Paesi anglosassoni l’insegnamento è sviluppato in alcuni contesti rieducativi (carceri) e la conoscenza delle basi è applicata nell’attività lavorativa di molti operatori sociali (recreational therapy). Sottolineava, infine, che alcune ricerche mediche hanno dimostrato come nei giocatori anziani lo sviluppo di deficit senili sia significativamente inferiore.
Il parere è stato entusiasticamente positivo.

Il corso, dal titolo “Corso base di apprendimento del ‘Bridge’, disciplina agonistica CONI ampiamente utilizzata quale strumento di socializzazione e di educazione anche in ambito sociale”, è stato autorizzato dal Ministero in veste di “formazione sul campo” nell’area della prevenzione e dell’educazione alla salute. Si è svolto al di fuori dell’orario di servizio.

Gli obiettivi da raggiungere erano: favorire la relazione costruttiva tra i dipendenti ed il problem solving in coppia o in squadra, nonché acquisire nozioni applicabili in diversi contesti di cura (anziani, disabilità, comunità residenziali, carceri, ecc.) o di collaborazione (università), attraverso la stesura di una proposta di addestramento al Bridge in ambiti esterni di competenza dell’ASL.

Le tecniche formalmente utilizzate sono state la dimostrazione, il lavoro in piccolo gruppo, l’analisi dei casi e lo studio individuale. In realtà in ogni incontro, conclusa la fase esplicativa, tutti giocavano, discutevano, si alzavano nell’intervallo per angolizzare il torneo in corso, emozionati all’idea della loro prima competizione.

Gli incontri sono stati dieci ed i 19 iscritti – che firmavano entrata e uscita ad ogni lezione – sono stati suddivisi in due gruppi (i crediti si potevano ottenere con una frequenza di almeno l’80%).

Due le prove finali previste: un questionario a scelte multiple sui contenuti e un elaborato finale. Quest’ultimo consisteva in una lettera di presentazione e di proposta di un corso di Bridge che l’ASL potrebbe in futuro indirizzare ad uno degli Enti con cui opera abitualmente (università, carcere, case alloggio, case per anziani…).

Allievi_NSLa partecipazione è stata costante e il gradimento ottimo. La voce in ASL si sta diffondendo ed è già pervenuta la proposta di ripetere l’esperienza il prossimo anno, accompagnata da un corso di secondo livello per chi ha concluso la prima esperienza.

La realizzazione non sarebbe stata possibile senza l’aiuto di mio marito, Carlo Fogaroli, anche lui medico ex dipendente ASL e di Gianni Ubiali, socio appassionato e competente.Allievi_EO

Venerdì si è svolto il primo torneo per tutti i nuovi allievi 2013, che sono… trentatré! Emozioni, sorrisi, sudore e, per i primi tre classificati delle due linee, foto ricordo e pergamena.
Compito di tutti noi mantenere vivo il loro entusiasmo.