Ciao Maurizio,
mi presento con un quesito che sembra facile ma ci ha fatto tanto discutere, senza arrivare a una conclusione convincente.
A te la sentenza!

Contratto 4Picche – Ovest
Attacco 3 Picche
disacco_2013_8_4_L1
dopo la seconda battuta di picche la giocante parte di 5 di cuori dal morto su cui io (sud) metto il Fante (secco) per l’Asso di mano poi 3 di cuori su cui la mia compagna mette cartina e la giocante si ferma a pensare e dopo un attimo di esitazione dice “ehhhhh” che il compagno scambia per un “RE” e prontamente mette in tavola il Re, io un po’ distratta, guardando le mie carte, ho sentito che non ha detto esplicitamente “RE” ma pensando che in qualche modo (con un gesto) gli avesse segnalato cosa giocare, ho scartato a mia volta il 3 di quadri.
A questo punto la giocante, mostrando stupore esclama “ma ho detto RE? io ho detto ehhhh, che ci dovevo pensare, comunque avrei passato il 10”.
Nella sala nessuno ha fatto +2 come lei e abbiamo preso zero, però non ho chiamato l’arbitro, per vari motivi, tra cui quello che io stessa non avrei saputo se darmi ragione oppure no
Ma a fine torneo, solo per sapere quale sia il giusto comportamento, ho raccontato sia all’arbitro in servizio che all’altro non in servizio la situazione e per la verità è venuto fuori un guazzabuglio tale che mi ha fatto ringraziare il cielo di non aver chiamato (figurati che una versione era addirittura che io, avendo giocato su un Re non chiamato dal giocante, avevo fatto una giocata prematura!), mentre l’altra versione era un farraginoso score ponderato con 50% delle volte fare impasse e 50% no.
Anche questo, già meglio, non mi sembra l’ideale.
Il mio pensiero, tanto per mettermi alla prova, è a cavallo tra due possibilità:
1) io sono colpevole come il morto avendo giocato senza accertarmi se il Re era realmente stato chiamato e quindi la giocante può giocare quel che vuole.
(A parte che per me chiedere quale delle due carte aveva designato sarebbe sembrato altamente scorretto e tendenzioso per indurre a sbagliare visto che la mia carta non poteva cambiare in un caso o nell’altro)
2) io non ho colpa perchè tratta in inganno dall’ehhh della giocante e la linea colpevole che ha avuto l’informazione non autorizzata del fante secco ,non ha più il diritto di scegliere di fare l’impasse.
Tu cosa mi dici?
Grazie
Lia Calvi

Ciao Lia,
mi dispiace dovermi dichiarare sorpreso da cotanta ignoranza (intendo dire, di ben tre arbitri a consulto!) di un argomento coperto da un ben specifico Articolo del Codice  il 45D (Articolo 45 del Codice di Gara):

D. Carta maldestramente e/o indebitamente35 giocata dal morto
Se il morto mette nella posizione di carta giocata una carta che il dichiarante non ha nominato, la carta deve obbligatoriamente essere ritirata se sul fatto è stata attirata l’attenzione prima che ciascuna delle due linee abbia giocato nella presa successiva, ed un difensore può ritirare e riporre nella propria mano una carta giocata dopo l’errore ma prima che sia stata attirata l’attenzione su di esso; se il giocatore alla destra del dichiarante cambia la sua giocata, il dichiarante può ritirare una carta che abbia successivamente giocato in quella presa (vedi Articolo 16D).

Come puoi leggere, nell’Articolo medesimo c’è anche la soluzione al tuo ultimo dubbio, soluzione contenuta in quel “vedi Articolo 16D” contenuto nella parentesi alla fine:

D. Informazioni da chiamate e giocate annullate
Quando una chiamata o una giocata sono state ritirate secondo quanto previsto da questo Codice:
1. Per una linea innocente, tutte le informazioni provenienti da un’azione ritirata sono autorizzate, tanto che l’azione ritirata sia della propria linea quanto della linea avversaria.
2. Per una linea colpevole, le infrazioni derivanti sia da una propria azione ritirata, che da una azione ritirata della linea innocente sono non autorizzate.
Un giocatore di una linea colpevole non può scegliere, nell’ambito di azioni alternative logiche, una che avrebbe potuto, in modo dimostrabile, essergli stata suggerita rispetto ad un’altra dall’informazione non autorizzata.

Dove la parte rilevante nella circostanza quella sottolineata.

L’arbitro si sarebbe dunque dovuto chiedere se giocare il K rappresentasse, o meno, una logica alternativa, e poiché la risposta è un banalissimo “sì”, e poiché in applicazione dell’Articolo 16 del Codice di Gara non è possibile ponderare le logiche alternative (cfr. Minuta del WBF Laws Committe, Filadelfia 2010), il risultato avrebbe dovuto essere poi cambiato in 4Cuori+1.

Consiglio a tutti e tre una lettura della lezione sugli Articolo 45 del Codice di Gara, Articolo 46 del Codice di Gara e Articolo 47 del Codice di Gara, ma ancora prima una riflessione sull’Articolo 16D.