Tango per articolo

Sabato 20 e Domenica 21 Aprile, in Lombardia, si disputa la Coppa Italia Mista Regionale.

Coppa Italia Mista

Eccola di nuovo, improvvisamente si avvicina e ci fa ciao: è la Coppa Italia Mista.

Sabato e domenica prossima ci sarà la processione dei partecipanti che arriverà nella propria sede designata alla spicciolata, quasi fosse l’arrivo del tappone dolomitico del giro d’Italia, arriveranno a coppie, al massimo in tre o quattro concorrenti insieme, distanziati l’un l’altro da qualche secondo, i più lenti, da qualche minuto.

Qualcuno arriverà solo, staccato, preveggente.
In mezzo al gruppo comparirà anche una delle solite coppie, una di quelle che non manca mai, più che una coppia due tipi che sembrano non avere niente in comune, non si capisce perché hanno iniziato il loro sodalizio e nemmeno perché lo continuino.

Guccini ci aiuta a capire:

lui biella, stantuffo, leva, muscoli, grinta, officina, Asso di Picche, taglio
lei quiete, chitarra, vela, segreti, donna, calore, Fiori, renonce
lui bar, alcol, nicotina, capelli indietro, barrage, sempre Slam, bici
lei rayon, lei signorina, il due di Cuori, i pasticcini, la permanente coi ricci

Parlano in modo differente per dire le stesse cose.

Lei sorseggia un tè al tavolo prima di mischiare le carte:
“Ieri sera abbiamo fatto fare una manche infattibile, ma il mio compagno non aveva dispari e non ha potuto chiamare a Fiori. Oggi andrà meglio”.

Lui è fuori a fumare e racconta la stessa mano.
“Bisogna entrare nella testa della rimbambita per decodificare qualcosa, quella lì ha Alien nel cervello, tredici dispari, al morto c’erano tredici dispari che si accartocciavano e io ho chiamato con una alta, e lei… Picche!”.

Lei parla dei compagni.
“Siamo qui con una squadra di amici, alla buona, magari poi usciamo a cena. Certamente non sono come Fulvio Fantoni e Claudio Nunes, i famosi Fantunes, però qualche mano la indovinano.”

Lui.
“…ma cosa vuoi aspettarti, altro che Fantunes, abbiamo in squadra i Fessacchiunes, non ne beccano una e poi vogliono anche andare a cena invece di giocare il simultaneo”.

Eppure sono tornati anche questa volta insieme, legati da tornei e campionati, da attacchi e ritorni, da tagli e scarto e mezze manche.

Quante distribuzioni da raccontare, quanti Slam da buttare che, come si dice, un libro non basta, quanti giorni di “sì e no” dopo quella smazzata che vi presentò.

Domenica sera quando uscirete in mezzo alla gente, ditemi che avete in mente, come una volta, di fare in fretta all’amore.
Spiegatemi se quello che è stato l’inizio, il segreto di un prato, di un greto o di una brandina in un sottoscala, quel gioco ardente e discreto sempre diverso ed uguale, quelle chiamate imperative o sfumate, quelle smorfie sperate o disperate su mancati ritorni, è ancora da cercare, così banale da trovare, nei semi delle carte o al di là dei sipari.
Oggi datemi le smazzate dei vostri ricordi e ditemi che ne valeva la pena.