Daniele Donati, autore di questo articolo, è il papà di Giovanni Donati, 15 anni, primo classificato con la sua squadra nel Campionato Under 26 categoria Esperti.

“Pasqua marzuleina, e piov da la sera a la mateina”, non si può che partire dal tempo coniugato allo slang romagnolo, per raccontare questi Campionati Assoluti Under 26, tornati a Riccione dopo tre anni di esilio (uno a Grosseto e due a Bologna), grazie al ritrovato interessamento della Angelini Farmaceutica per il destino del bridge giovanile italiano.

Anche senza scomodare i proverbi, quando la Pasqua è bassa, ci sta che il cielo faccia le bizze e si metta alternativamente a piangere (di più) e a ridere (meno), ma come si sa il bridge si gioca attorno ad un tavolo sotto un robusto tetto.

E il tetto è tenace e inossidabile. Si chiama innanzitutto Gianni Bertotto, che con l’ausilio di Ruggero Venier e Giuseppe Brambilla ha sorretto l’evolversi contemporaneo di due campionati, quello degli esperti e quello degli esordienti.

L’appuntamento riccionese si è svolto, per gli esperti, con un torneo a coppie di tre sessioni da 18 mani, a seguire lo “squadre”, con una fase eliminatoria di 8 incontri da 8 board e finale fra le prime due, con carry over in IMP calcolato dividendo per due i VP di vantaggio.
Stessa formula per gli esordienti, solo un po’ ridotta e semplificata: sessioni da 15 mani nel “coppie” e girone all’italiana nello “squadre”.

Nei giorni successivi ha preso il pallino Giampaolo (Giagio) Rinaldi che, in team con Emanuela Capriata e Dario Attanasio, ha gestito lo stage orientato ai giocatori più capaci ed appassionati, in lotta per conquistare un posto in maglia azzurra ai prossimi appuntamenti internazionali.
I ragazzi e le ragazze sono stati costretti a districarsi fra le trappole delle mani preparate nascoste fra quelle casuali, finalizzate alla verifica di gioco e controgioco. Dopo diverse sedute al tavolo e alla lavagna, lo stage è terminato con la “Sfida al Campione” dove il “preside” distribuiva voti in base alle licite effettuate su distribuzioni giocate da campioni internazionali.

ESPERTI (arbitro Stefano Zoffoli)

Stefano ZoffoliFra gli esperti ci sono state le conferme dei giovani nazionali, ad esclusione delle girls, sottotono nello “squadre”; un calo forse addebitabile all’intensità con la quale Margherita Chavarria ha disputato e vinto i recentissimi Campionati Assoluti, in coppia con Francesca Piscitelli.

Bello l’exploit del duo Gianluca Bergami di Milano e Jacopo Schiassi di Bologna che ha conquistato il torneo a coppie grazie ad un primo tempo inarrivabile (76.72%) e ad una terza sessione decisamente sopra media (60,68%) che li hanno portati sul primo gradino con la media complessiva del 64,86%.
Ad un’incollatura sono arrivati il campioncino di casa, Giovanni Donati, con il compagno livornese Giacomo Percario che, nonostante tre sessioni ad alto livello (62,77%, 62,14% e 68,64%) si sono dovuti accontentare della seconda piazza a soli 0,59%. Bella anche la gara per il terzo posto, dove i romani Giuseppe Delle Cave e Alessandro Gandoglia hanno superato solo dello 0,55% i cagliaritani Alessandro Calmanovici e Roberto Sau.

A cercare i favoriti nella gara a squadre non si superavano le dita di una mano.
Innanzitutto, d’obbligo le girls nazionali, provenienti da due vittorie consecutive ai precedenti Campionati disputati a Bologna (Margherita Chavarria, Flavia Lanzuisi, Giorgia Botta e Margherita Costa).
Poi la squadra della Rosa dei Venti (Alessandro Calmanovici, Roberto Sau, Alessandro Pruna e Alberto Racca) che nel mese precedente si era messa in bella mostra nei due appuntamenti internazionali disputati: bella vittoria a Biarritz e grande prestazione alla White House Junior Internationals di Amsterdam.
Terza citazione per la squadra palermitana (Massimiliano Di Franco, Caterina Burgio, Gabriele Zanasi e Riccardo Rubino).
Infine la nuova formazione Donati con Donati-Percario e Delle Cave-Gandoglia.

A gara iniziata, però i rendimenti altalenanti delle prime due, ha spianato la strada verso una corsa solitaria nel Round Robin delle squadre Di Franco e Donati.

La finalissima, come tradizione si è giocata sul filo degli IMP, l’ha vinta il team Romano-Tosco-Romagnolo (partito con un Carry Over di +2) per 53 a 41.
Al terzo posto una rinata Rosa dei Venti.
Migliori girls il team Baldini (Cecilia Baldini, Michela Salvato, Federica Buttò e Giulia Scriattoli)

Il pomeriggio di Pasqua Giovanni Donati, in qualità di rappresentante locale, si è presentato allo stage con un uovo adeguato a coprire le esigenze di tutti i partecipanti, segno di gratitudine per l’amicizia e la simpatia di cui è oggetto da quando è entrato nel variopinto universo del bridge giovanile.

ESORDIENTI (arbitro Silvia Benvenuti)

Silvia BenvenutiDiamo voce a Silvia che è stata molto brava a convincere i ragazzi che il bridge non è propriamente amico dei cellulari in sala (provateci voi se ci riuscite con i giovanissimi):

“Queste manifestazioni servono moltissimo per motivare questi ragazzi alla competizione. Diversi di loro, alla prova dei fatti, si sono mostrati pentiti di non aver studiato abbastanza e di non essersi preparati a puntino”.

Episodi curiosi?

“Sto ancora ridendo e devo confessare pubblicamente, in un caso, di non aver fatto fino in fondo il mio dovere di arbitro… giro attorno ad un tavolo e vedo che sono stati stesi 4 cartellini verdi, sto per dire qualcosa quando il dealer con naturalezza estrae il cartellino 1Fiori, la licita prosegue. Mi allontano a passo veloce lasciandoli fare”.

La prima mano nella storia del Bridge con 5 passi (anche quello dell’arbitro).

“A questo livello i ragazzi ancora non hanno il senso della competizione, giocano 2Cuori, ne fanno 5, sono contentissimi perché hanno fatto ben tre surleveé. Lo raccontano a pranzo agli amici, i quali si complimentano e pensano che certe fortune a loro non capitano mai…”.

Altea MagnaniAltea: “avevo intenzione di smettere, ma il mio maestro era talmente appassionato che mi ha suscitato un’affezione così grande nei suoi confronti che ho deciso di proseguire portando con me altri amici. Sabato mattina ho realizzato un contratto resistendo alla tentazione di fare un taglio e buttando una perdente, che bello mi ha dato una soddisfazione che ha azzerato la fatica di tre giorni!”.

Questi maestri lavorano e seminano tantissimo raccogliendo piccole, ma significative soddisfazioni.
Vera Ravazzani ci consiglia di parlare con il suo Kevin Volpi giunto terzo nel coppie e nello squadre: “Ho 18 anni, gioco da 5, ma solo nell’ultimo è scattata una passione più matura”.
Kevin è stato uno degli esordienti che ha partecipato anche allo stage.

Kevin, descrivimi due mani che ti sono piaciute.Kevin e Vera
“1SA+2 realizzate con solo 18 punti in linea, ma la più divertente è stata un 3SA!-4”.
Per voi?
“No per gli avversari, abbiamo pagato un casino di punti ci siamo divertiti un sacco!”.

Proviamo con Daniele Aceto, abruzzese di 22 anni, che coi suoi compagni ha portato a casa il doppio oro, nel coppie e nello squadre:

Daniele AcetoDaniele: “Mi sono molto divertito in certe licite strane dove dovevo assecondare quello che faceva il mio compagno anche se spesso non era quel che doveva essere”.

 

 

Diamo la parola a Gian Marco.

Quale mano ti ha divertito di più?
Gian Marco: “C’è stato uno che, non so come, è arrivato a chiamare 3SA, io ero pieno di punti che quasi quasi chiamo manche da solo, ci penso un po’ e metto contro. Oh, è andato a -4 in zona!”.

Casualmente abbiamo scoperto che una mano ne ha fatto felici due, chi l’ha vinta e (fantastico) chi l’ha persa. Eccola:

Non abbiamo chiesto a Kevin come ha fatto ad arrivare a 3SA, meglio così, certi segreti è bene che restino tali.