La Vanderbilt, torneo a ko per eccellenza, inizia, come di consueto, con la “scrematura”. Ovvero con gli scontri tra le squadre non teste di serie per raggiungere il numero di 64.
Da qui si parte per i Trentaduesimi di Finale dove non si verifica nessuna sorpresa degna di questo nome.
Nei Sedicesimi, un solo risultato inaspettato: l’eliminazione di Diamond, testa di serie n° 3. I guai, per le “ grandi”, iniziano negli Ottavi con l’eliminazione, come già detto, delle teste di serie 2 e 4 , ovvero Cayne e Monaco e con Nickell che corre un grossissimo rischio finendo poi col qualificarsi per un solo imp.
Evidentemente però, questo non è un buon momento per i Meckwell & Co., testa di serie n°1, perché, nei Quarti, devono anche loro uscire di scena insieme ai Campioni in carica: la squadra di Amoils, testa di serie n°5 che , rispetto allo scorso anno, è stata completamente rinnovata. In Semifinale arrivano, dalla parte alta del tabellone, i vincitori su Nickell: Rosenthal testa di serie n° 9, Auken, testa di serie n° 20, e dalla parte bassa, Van Prooijen, testa di serie n° 6 e Fleisher, testa di serie n° 7.

Auken e Van Prooijen vincono le rispettive semifinali e così il Trofeo Vanderbilt 2013 se lo giocano Sabine Auken, Roy Welland, Morten Bilde e Dennis Bilde da una parte e Ricco Van Prooijen, Louk Verhees, Bas Drijver, Sijoert Brink, Kevin Bathurst e Dan Zagorin dall’altra.

Sulla carta sembrerebbe un incontro con il pronostico “chiuso”, visto che per Auken sono in campo una “signora”, anche se una delle più forti di sempre, uno sponsor, anche se, probabilmente, uno degli sponsor più forti in circolazione, e due Danesi, padre e figlio, che, sicuramente bravissimi, non hanno però mai avuto un ruolo importante in una competizione di questo livello.

Nell’altra squadra giocano due coppie olandesi Campioni del Mondo in carica ed una coppia americana Vicecampione del Mondo in carica. Il pronostico è talmente chiuso, che la squadra Auken rimane alla pari solo dopo il primo tempo di gioco, poi si porta in vantaggio e ci rimane (salvo un brevissimo momento prima degli ultimi due board dell’ultimo tempo), sino alla fine.

Questi i punteggi progressivi dei quattro tempi di gioco:

Vanderbilt

La squadra Auken con Sabine Auken, Roy Welland, Morten Bilde e Dennis Bilde vince così il Trofeo Vanderbilt 2013.

E sin qui la minicronaca. Quanto a momenti topici, non si può che iniziare parlando di quello che ha deciso non solo l’esito di un Ottavo di Finale ma, visto come sono andate le cose, addirittura il risultato finale di questo National. Mi riferisco ovviamente all’Appello vinto dalla squadra Auken contro Monaco.
Questo il board:

Il gioco va così: attacco Picche, Asso di Nord, scarto del Fante da Est, e ritorno di Quadri8.
Est prende e Sud scarta il 6.
Cuori9 per la Dama del morto ed il Re di Nord che torna ancora Quadri. Est, in presa, gioca l’Cuori8 e, quando Sud mette il Fante, lo lascia in presa. Fine dei giochi: l’unica altra presa della difesa è l’FioriA. 3SA fatti.
Torniamo alla dichiarazione. Quella incriminata è il 3SA di Est. Ovest spiega a Sud che questa dichiarazione, sul suo transfer (anche se ormai le Cuori le giocherebbe Ovest, 3Quadri rimane transfer), significa che Est non ha né 3 carte di Cuori né 4 carte di Picche. Est spiega a Nord che la sua dichiarazione nega solo il possesso di 3 carte di Cuori e non esclude 4 carte di Picche.
Alla fine della mano NS chiamano il direttore e Sud dice che, a fronte di una corretta spiegazione, avrebbe attaccato Cuori. Il direttore interpella 5 giocatori che escludono che quello a Cuori sia un attacco fattibile e quindi conferma il risultato non dando peso all’affermazione di Welland secondo la quale lui è solito attaccare nel forte del morto molto più spesso di tutti gli altri top players.
La squadra Auken fa appello. Appello che viene discusso alla fine del match (la mano incriminata è stata giocata nel corso del secondo dei 4 tempi di gioco) addirittura dopo l’intervallo per la cena.
Nel corso del reclamo al direttore, come da questi dichiarato, non si parla mai dello scarto del Quadri6 sulla prima quadri giocata dalla Auken. Al contrario, davanti alla Giuria, questo scarto del Quadri6 diventa l’argomento principale della discussione.
In pratica Welland sostiene che, in base agli accordi difensivi della coppia, se avesse saputo che Est poteva avere 4 carte di Picche, avrebbe scartato il Quadri10 e non il 6 e questo avrebbe fatto capire alla compagna (che peraltro aveva avuto la giusta spiegazione) che il ritorno desiderato, nel caso fosse rientrata in presa, sarebbe stato Fiori e non Quadri. La Giuria accoglie il reclamo e il risultato viene cambiato in 3SA-1.
Ora, senza annoiarvi nello spiegare come il Quadri10, secondo Welland, avrebbe convinto Sabine a giocare Fiori, diamo per scontato che questo sia vero. Quello che sembra assurdo è che in un Appello si tratti di argomenti mai discussi nel reclamo originario. La parola stessa, “Appello”, sta ad indicare il fatto che ci si appelli contro “quella” decisione e che non si possano trattare altri argomenti. Esattamente come, nel Diritto Penale, le cause in Corte d’Appello possono solo riesaminare prove e documenti già prodotti in primo grado e non nuove prove o documenti. A meno che, nel momento in cui si svolgeva la causa di primo grado, una Parte non fosse stata impossibilitata a produrre determinate prove o documenti. Ed in questo caso non si capisce proprio chi o che cosa potrebbe aver impedito a Roy Welland di introdurre anche questo argomento- lo scarto del Quadri6 e non del 10- già nel corso del reclamo presentato al direttore. Si badi bene: non sto assolutamente insinuando che, magari a cena, i due NS si siano accordati su questa linea difensiva concordando sul significato dello scarto del Quadri6 o del Quadri10.
Anzi, conoscendo i due interessati mi sentirei di escluderlo.
Ma questo non cambia niente riguardo la sostanza del problema e, soprattutto, potrebbe creare un precedente molto pericoloso non potendosi escludere che, in futuro, una coppia possa mettersi d’accordo su determinate cose da sostenere (nessuna Convention Card al mondo può spiegare nei minimi dettagli gli accordi sugli scarti difensivi e, comunque, non in modo comprensibile da una giuria in pochi minuti) e poi presentarsi davanti alla giuria. Ora non mi si dica che, quando sono coinvolti degli Italiani (in questo caso, anche se non direttamente, i Fantunes) i miei giudizi sono sempre partigiani. Sarà anche così, ma questo è con ogni evidenza un caso nel quale è lecito parlare di una decisione assurda. E questo non cambia niente neanche sui meriti incredibili di questa squadra Auken che, giocando in 4 con una sola professionista in campo, è riuscita a primeggiare su un campo di partenti del più alto livello immaginabile. Rimane il fatto che, a fronte di una decisione più equa, Monaco sarebbe andata avanti e Auken sarebbe rimasta fuori. E’ un po’ come quando una squadra di calcio supera un turno di Coppa dei Campioni grazie ad un rigore inesistente concesso al 94° del secondo tempo di un Ottavo di Finale e poi, nel corso delle successive partite dimostra di strameritare di vincere la Champion Cup. E dimostra di meritarlo soprattutto considerando come, in un altro momento topico di questa Vanderbilt, sia riuscita a ribaltare il risultato che, a due board dalla fine della Finale, la vedeva sotto, anche se di un solo imp, contro i quattro Campioni del Mondo olandesi dopo essere stata in vantaggio, in certe fasi anche consistente, per tutto il match.

Sala Aperta:

Sala Chiusa:

3SA imperdibili. Anzi, dopo tre giri di Quadri la Auken fa addirittura 10 prese, mentre in chiusa si cade a 3Fiori grazie ad una promozione incrociata prima a Quadri e poi a Picche. PiccheA, QuadriA e QuadriK. Quadri taglio di 9 e surtaglio di Dama e Picche per la promozione del Fante di Ovest. Ma non è questo il punto. Il punto consiste nel fatto che, con 24 ed una quinta in linea, in aperta si è deciso di giocare 3SA, mentre in Chiusa causa la mancanza di un fermo certo a Quadri in una delle due mani (ma forse un 2Quadri di Drijver sul contro di D. Bilde dopo il 2Fiori di Brink ci sarebbe potuto stare), si gioca un parziale.

Passati in vantaggio grazie a questa mano, i futuri vincitori assestano il colpo di grazia nell’ultimo board del Match.

Sala Aperta:

Sala Chiusa:

Risultato: Aperta 4Picche+2      Chiusa 4FioriX–1.      7 per Auken.

Tutto dipende dalla scelta del livello d’apertura. Se si apre a livello 3, Nord, anche se con due Assi e la quarta d’Atout in mano, non può permettersi di trasformare il Contro del compagno e Sud, sul 3Picche, non può evitare di dichiararne 4 anche se un po’ al buio. Al contrario, aprendo a livello 4, si induce Nord, in favore di zona, a non rischiara una dichiarazione ma a trasformare senz’altro il Contro di Sud. Io, ovviamente, non sono in grado di dirvi quale sia il livello d’apertura più giusto, ma non ricordo chi dei nostri Campioni, una volta mi disse che, con un’ottava in un minore, è obbligatorio aprire a livello 4. chissà che Morten Bilde non fosse nei paraggi ed abbia sentito.