Assoluti a Coppie 2013

Dal 21 al 24 marzo 2013, il Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme ha ospitato il primo dei quattro appuntamenti da “tutto esaurito”. Con 480 Coppie in azione (312 Libere e 168 Signore), la sede di gara ci ha messo poco a riempirsi di fioriquadricuoripicche, contratti, manovre e quant’altro inerente alla nostra disciplina. Assente ingiustificata, invece, è stata la primavera che, ufficialmente annunciata per il 21 marzo, ha deciso di farsi desiderare ancora un po’ sia outdoor che, purtroppo, indoor.

La “legge di Murphy” ha trovato pronto riscontro quando, al momento di giocare la prima carta, è andato in tilt uno dei sistemi di riscaldamento. Il tempo tecnico di riparazione e, alla calda atmosfera della competizione, è finalmente subentrata la confortevole temperatura d’ambiente.

Come detto, Salso è stata confermata per tre anni Stadio del Bridge, e questo non può che fare piacere a chi aspetta sempre con ansia uno dei grandi rendez vous del calendario agonistico per rivedere vecchi amici e conoscerne nuovi. Ma tra una chiacchiera, un aneddoto e un ricordo, non ci si può dimenticare dei 156 board da giocare nelle quattro statutarie giornate di competizione. Niente panchina o turni di riposo, ogni mano una storia da archiviare rapidamente per concentrarsi sulla successiva. Non è una finale tout court, è la fase finale senza soluzione di continuità, l’epilogo nazionale a raggruppamento unico composto da qualificazioni, semifinali e finali. Gli obiettivi iniziali si modificano sulla base della prestazione, ma potete star sicuri che dopo questa pioggia di carte le sorprese perdono il sentiero, si attenuano.

La bravura va sempre sottobraccio alla distanza e diventa imprendibile quando scatta il momento magico. Alla fine di questa gratificante maratona, compiuta principalmente per il puro gusto del gioco e del confronto, sono solo due le coppie con accanto la dicitura “Titolo Italiano 2013”, nelle rispettive categorie.

Aggiorniamo l’Albo d’Oro con i nomi di Giuseppe e Andrea Failla (padre e figlio) e Margherita Chavarria/Francesca Piscitelli. Bella cosa. Bella cosa padre e figlio. Giuseppe, abituato da sempre a salire i gradini del podio fino all’attico, ha vissuto questa affermazione in maniera diversa, più profonda ed emozionante. Mi fermo qui anche per non entrare a gamba tesa in discorsi da libro “Cuore”.

Bella cosa due giovincelli nelle due formazioni.
Bella cosa, belle vittorie. La prima, nell’open, con più papabili in dirittura d’arrivo sino a poche mani dalla fine, lotta serrata, incertezza, delusioni, trionfo. L’altra caratterizzata da una sontuosa prestazione delle neo campionesse ladies, in testa sin dalle prime battute della finale e saldamente al comando, frazione per frazione, con un distacco rassicurante sulle inseguitrici.

A seguire le medaglie d’argento conquistate, nell’ordine, da Giuseppe Cervini/Paolo Vailati e Rosanna Francisci/Loretta Giarnella, attori e attrici di un parallelo percorso comune caratterizzato da continuità di rendimento. Terzo posto per Giuseppe Colotto/Claudio Pochini e Donatella Bersani/Alessandra Ferretti, coppie che hanno disputato le finali d’appartenenza con l’obiettivo di medaglia costantemente in vista, sempre a portata di mano.

Dentro il campionato. Il pensiero di FrancescaChiccaPiscitelli.

Francesca Piscitelli e Margherita Chavarria“Con Margherita abbiamo cominciato a giocare a gennaio in occasione delle selezioni per il club rosa e sinceramente ci sembrava un obiettivo difficile vista la mancanza totale di affiatamento, ma ci siamo dette “perché no?” ed invece siamo arrivate addirittura quarte e quindi con la gioia di poter giocare in una delle due squadre italiane ladies ad Ostenda. Non potendo partecipare insieme allo squadre signore e volendoci allenare abbiamo pensato che potesse essere una buona palestra il campionato a coppie e così di nuovo ci siamo dette “perché no?” e l’abbiamo vinto. Decisamente non ho parole, sono felicissima…. Il campionato è iniziato in sordina, nella prima fase delle qualificazioni personalmente non ho giocato un granché. Poi ci siamo riprese e siamo approdate alla semifinale con un brutto carry over e da lì in poi siamo risalite concludendo in testa. A quel punto ci siamo guardate dicendoci: bene, il campionato comincia ora. La finale è partita bene da subito e ci siamo ritrovate domenica mattina col timore di rovinare tutto ma siamo riuscite a rimanere lucide fino all’ultima carta che tra parantesi ricordo bene: un 10 di fiori con cui ho fatto presa contro il contratto di 1SA. Sono soddisfatta di questo campionato non solo perché l’abbiamo vinto ma anche perché è stato un campionato sereno: sapevo che al tavolo di solito non succedevano cose strane e soprattutto tra un board e l’altro non volava una mosca. Quindi: grazie Marghe, mi sono proprio divertita”.