Ciao Maurizio,
hanno chiesto il mio parere su questa sequenza
disacco_2013_9_3_L1
prima di passere il giocatore chiede se il contro è punitivo ,ma non è chiaro in che modo le versioni variano in continuazione

  1. è punitivo?…si
  2. per te com’è?…punitivo
  3. come lo giocate?…punitivo

il giocante ha criticato il fatto che chi ha risposto “punitivo” era in possesso della 4ª di Quadri e che quindi avrebbe dovuto rispondere “punti”,il contratto è stato mantenuto e quindi è soltanto una questione accademica su quale sia la domanda giusta da porre e quale la risposta da dare.
Innanzi tutto mi sono permessa di criticare l’eventuale domanda “per te com’è?” che secondo me non merita risposta perchè implica una valutazione in base alle proprie carte che il giocatore non è tenuto a dare.
Io ritengo quindi che l’unica domanda corretta sia  “come lo giocate?” 
Veniamo alla risposta: effettivamente penso che la risposta “punti” sia più appropriata, ma vorrei sapere se la parola “punitivo” è sicuramente fuorviante oppure può essere comprensiva di entrambe le possibilità di punti e/o atout considerato che la coppia in questione è del tutto casuale e quindi probabilmente priva di accordi di coppia in proposito .
In fondo il giocante vuol solo sapere dove sono le Quadri.
E’ indispensabile dirglielo o è già abbastanza evidente che le abbia chi ha trasformato?
Grazie, come sempre
Lia Calvi

Ciao Lia,
lo scenario che hai descritto è tutt’altro che banale. Vediamo:
– Innanzitutto, è corretto affermare che un giocatore non ha il diritto di conoscere l’interpretazione dell’avversario, ma solo gli accordi di coppia. Domande come “tu come la prendi” sono da bandire, ed è bene educare i giocatori a non farle (la risposta corretta, ancorché un po’ piccata, a tale domanda, sarebbe “come mi pare”!).
– Questo tipo di domande, inoltre, è spesso utilizzato dai giocatori migliori quando giochino con i più deboli, all’unico scopo di trovare un appiglio per una successiva chiamata arbitrale.
– La fattispecie si chiama “domanda capziosa”, e non solo non dovrebbe portare alcun beneficio ai colpevoli (l’arbitro non dovrà mai offrire alcun risarcimento), ma anzi va severamente censurata quale elemento di turbativa e di imbarazzo (per chi subisce l’improvvido interrogatorio).
– Nel merito, se fatta da un buon giocatore contro validi avversari si tratta di domanda ridicola: quel contro non può avere significato punitivo in nessuna parte del mondo. Può avere un qualche senso – ma solo nella forma appropriata, ed in maniera rispettosa e delicata (per esempio: “avete un accordo in merito al significato del contro?”) – solo contro avversari evidentemente sprovveduti, oppure quando a domandare sia a sua volta di modesto livello.