MAI DIRE MAI, MAI DIRE SEMPRE

Tra il primo e il secondo libro, Larry Cohen partecipò nel 1993 al concorso Bols Tips, che premiava i consigli più interessanti di argomento bridgistico suggeriti da esperti famosi.
L’articolo si intitolava “Eight never nine ever”, ma non riguardava la ben nota massima “con 9 si batte con 8 no” sull’opportunità di effettuare il sorpasso per la cattura della Dama, era invece riferito al livello della dichiarazione.
Il suggerimento di Cohen, che vinse il Premio Bols Tips di quell’anno, è che con 9 atout sulla linea conviene sempre, tranne che in zona, competere allo stesso livello se l’avversario è a livello di 3, con 8 atout mai.

Supponiamo che la dichiarazione, tutti in prima e mazziere Sud, si svolga così:
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Come deve comportarsi la linea N-S?
Per non distrarvi non riportiamo alcuna smazzata esplicativa, né consideriamo per ora la possibilità di un contro punitivo. Si tratta di pura e semplice aritmetica.
Presumibilmente ci sono 8 atout a Picche e 8 atout a Cuori per 16 atout totali e quindi 16 prese.
Cohen sconsiglia di competere a livello 3, lo stesso degli avversari, ed il ragionamento è semplice: con 16 prese divise 8-8 Est ha giustamente rialzato a 3[SH] perché pagherebbe 50 contro 110, mentre se N-S vanno 1 down a 2Picche E-O realizzano 3Cuori per 140 contro 50.
Sud, da parte sua, con 5 carte di Picche deve passare e lo stesso deve fare Nord con l’appoggio terzo a Picche.
Conclusione: mai competere con 8 atout quando l’avversario è a livello 3Picche
Ma supponiamo che Sud abbia aperto con la sesta di Picche.
Ora ci sono 17 atout e quindi 17 prese totali e, secondo il suggerimento di Cohen, bisogna competere fino a 3Picche. Anche qui si tratta di aritmetica.
Se le 17 prese sono divise 9 a Cuori e 8 a Picche 3Picche vanno 1 down (-50) contro 3Cuori fatte (-140 per N-S). Se invece sono divise 8 a Cuori e 9 a Picche, 3Picche si fanno (+140) contro 3Cuori 1 down (+50 per N-S).
Lo stesso vale per Nord, che da parte sua, se Sud passa mostrando solo 5 carte di Picche, con 4 carte di appoggio deve competere a 3Picche, perché gli atout sono 17 e altrettante sono le prese totali.
Conclusione: competere sempre a livello 3 con 9 atout.
Quindi il possesso del nono atout ha spostato il PAR a priori della mano da 3Cuori a 3Picche e il dilemma se contrare o meno non si pone proprio: contrare 3Cuori in una competizione a squadre sarebbe un rischio inutile (50 punti guadagnati contro 390 persi), e sarebbe appena un po’ meno azzardato in un torneo a coppie anche ad alto tasso di aggressività. Contrare 3Picche ha le stesse controindicazioni.
E’ tempo ora di soddisfare la vostra impaziente curiosità.
Questa è la smazzata riportata nell’articolo di Cohen per illustrare la regola “con 8 mai, con 9 sempre” e che viene ripresa con tutto il commento nel suo secondo libro “Folllowing the law”.

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E’ una smazzata di 16 atout e 16 prese, 8 a Picche per N-S e 8 a Cuori per E-O, punteggio 21-19 e, come abbiamo visto, in una ipotetica situazione di zona tutti in prima, è giusto per E-O competere fino a 3Cuori mentre per N-S dichiarare 3Picche equivarrebbe ad un “autogol”.

LA LEGGENDA DEL NONO ATOUT
16 o 17 atout costringono N-S a dichiarazioni diverse ed obbligate: con 16 devono passare con 17 devono competere. Ma siamo sicuri che le prese siano 16 o 17? Est potrebbe aver appoggiato il compagno con 4 atout oppure Ovest potrebbe aver interferito con la sesta di Cuori. Gli avversari (Est o Ovest) sanno che ci sono 17 atout (e quindi 17 prese) ma Nord-Sud no, e passando su 3Cuori farebbero una bella frittata, perché gli avversari potrebbero realizzare il loro contratto indisturbati, ovvero andare 1 down mentre N-S hanno 9 prese a Picche.
E ancora: N-S competono a 3Picche, avendo sulla linea 9 atout, ma non sanno che in realtà di prese totali ce ne sono 18, perché anche E-O hanno 9 atout.
Come si comporteranno N-S sull’eventuale 4Cuori di Est o di Ovest? Credendo che ci siano 17 prese totali penseranno che E-O siano fuori contratto e contreranno per ritrovarsi a -590, mentre avrebbero dovuto dichiarare 4Picche per al massimo -300, ovvero segneranno +300 per 2 down degli avversari invece di +420 per la manche mancata a Picche.
Oppure, per estrema prudenza (sangue di pulce) passeranno con un pessimo risultato simile al precedente.
La soluzione potrebbe essere competere a 4Picche, per scoprire poi che le 18 prese erano divise 9-9 e hanno difeso su una difesa (1 down su 1 down).
Che mal di testa!
Dal mondo delle ipotesi e delle illazioni torniamo alla realtà e all’esempio di Cohen.
Abbiamo detto che il possesso di un nono atout “può cambiare le carte in tavola”.
Allora proviamo a dare ad una linea il famigerato nono atout nella smazzata precedente.
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Nord ha una Picche in più scambiata con Est a cui ha dato una Quadri (mano a sinistra). Non succede proprio un bel niente. Le prese totali rimangono ancora 16, anche se gli atout totali sono diventati 17.
Se diamo invece il nono atout a Est, provare per credere, il numero di prese totali resta sempre 16, a dispetto degli atout che sono saliti anche in questo caso a 17.
Ma vogliamo proprio strafare.
Nella mano a destra abbiamo dato ad entrambe le linee nove atout, scambiando una Picche di Est con una Cuori di Nord. Adesso gli atout totali sono diventati 18 e le prese totali dovrebbero essere anch’esse 18, o almeno 17, tanto per prenderci un certo margine.
E invece no.
Le prese totali sono rimaste ancorate strettamente a 16! Due prese in meno rispetto a quelle previste dalla Legge.
Il nono atout, allora, non serve a niente?
Ovviamente dipende dalle circostanze e di sicuro in altre smazzate risulterà determinante, ma non in questa.
Ancora una volta scopriamo che è tutto molto relativo, non c’e nulla di categorico, il fascino del bridge sta anche nelle sue eccezioni: mai dire mai, mai dire sempre.

FEMME FATALE
E per concludere, un’ultima considerazione sempre riguardo alla smazzata che abbiamo riportato sopra (Cohen – es. 10).
Nel suo commento l’autore sottolinea che il nono atout vale ben più di una Dama o un Fante. Provate allora a dare a Sud la Dama (o il Fante) di Quadri (magari in cambio del Fante di Fiori).
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N-S ora realizzano 10 prese a Picche mentre E-O fanno 7 prese a Cuori per 17 prese contro 16 atout e una differenza di 2 prese guadagnate da N-S contro 1 presa persa da E-O, pur con un punteggio all’incirca uguale (esattamente uguale nel caso dei due Fanti).
Cosa ne deduciamo?
Nella mano originale N-S non dovevano competere sul 3Cuori di E-O ma accontentarsi di passare o al massimo di un rischiosissimo contro, però come si vede nella variante riportata qui sopra, la Dama in più (o il Fante) è “fatale” per N-S, che passando o contrando raccolgono solo le briciole (2 down per E-O contro la manche a Picche), in qualsiasi situazione di zona tranne che in prima contro seconda (+500 contro +420).
Un altro mal di testa.
Ne consegue che una semplice Dama o un semplice Fante possono cambiare notevolmente il risultato di una mano, ben più di quanto facciano nove carte d’atout, anche su entrambe le linee.
In fondo, non è che “seguendo la Legge” le cose siano cambiate, e l’interrogativo “passare, contrare o dichiarare” è rimasto ancora senza una risposta certa.
Comunque, dopo la pubblicazione del secondo volume di Cohen, gli entusiasti della Legge continuarono ad aumentare, anche se alcuni giocatori, a tutti i livelli, cominciavano a nutrire seri dubbi sulla sua attendibilità, senza però manifestarli apertamente.

Alla fine, però, c’è stato chi si è deciso a dire la sua …