LA PRESA È MOBILE

Il best seller di Larry Cohen, ”To bid or not to bid”, riscosse un così vasto successo da indurre l’autore a pubblicare, un paio d’anni dopo, un sequel dal titolo “Following the Law”.
La prima smazzata sull’applicazione della Legge riporta una dichiarazione competitiva di Zia Mahmood a un torneo Reisinger Teams (Seattle, 1993).
Tutti in zona, questa era la mano di Zia:

PiccheQ943 CuoriQ842 Quadri974 Fiori97

E questa fu la dichiarazione:
redjack_2013_11_01_L1
Il 3Cuori di Zia è un appoggio a salto debole con 4 carte e quello di Neil Silverman è un contro responsivo che Rita Shugart ha trasformato in punitivo.

La distribuzione completa, a sinistra:

redjack_2013_11_01_M2redjack_2013_11_01_M2
Gli avversari non abboccarono al tentativo di Zia di spingerli almeno a 3Picche o a livello 4, anche perché il contro in risposta di Silverman negava 4 carte di Picche e quindi difficilmente ci sarebbe stata manche, così la Shugart decise di trasformare il contro, segnando un ottimo risultato.
Ci sono 17 atout tra Cuori e Quadri e 17 prese, 9 a Quadri e 8 a Cuori (16 atout e 16 prese tra Cuori e Picche nella 4-3, 16 atout e 17 prese però tra Cuori e Fiori sempre nella 4-3).
Ma non lasciamoci distrarre dalla variabilità di prese e di atout.
Quello che conta in questa mano è la situazione di zona: se N-S fossero in prima la difesa sarebbe vincente anche contrata, con -100 invece di -110, mentre in zona contrati rappresenta un disastro.
Comunque il salto avrebbe anche potuto spingere E-O a 3Picche o 4 in un minore nel tentativo di raggiungere la manche, ribaltando il risultato (1 down in entrambi i contratti) e questo è ciò di cui si lamenta Zia, che incolpò la Legge per aver suggerito agli avversari di passare, trasformando il contro.
Se però proviamo a scambiare l’Asso di Fiori con quello di Picche (mano a destra), mantenendo lo stesso punteggio, le prese diventano 18 contro 17 atout tra Cuori e Quadri, oppure 17 contro 16 atout tra Cuori e Picche/Fiori in contrasto con il principio dell’invarianza rispetto agli onori (vedi cap. III).
Con 18 prese, 3Cuori si potrebbero anche realizzare o essere una buona difesa contro una probabile manche, ovvero il risultato sarebbe comunque dipendente dalla situazione di zona.
Zia Mahmood ha voluto deliberatamente rischiare o non ha tenuto conto di essere in seconda?
Naturalmente è stata una scelta.
La sua mano ha al massimo una presa difensiva, molto incerta, a Picche.
A quel livello di competizione non ci si può permettere di stare a guardare ed è nello stile del campione pakistano giocare o, meglio, dichiarare “d’anticipo”.
A carte coperte, con 17 prese totali (desunte dalla Legge) il livello di 3Cuori potrebbe essere appropriato anche in zona contro zona:divise 9-8 si fanno e l’avversario potrebbe essere tentato a difendere a 3Picche cadendo di una presa contrata visti i 4 atout in mano a Zia:

  • divise 9-8 si fanno e l’avversario potrebbe essere tentato a difendere a 3Picche cadendo di una presa (contrata visti i 4 atout in mano a Zia)
  • divise 7-10 si va 2 down ma si sta difendendo contro la manche, probabile, a Picche
  • divise 8-9, come nella realtà, si va down ma bisogna trovare degli avversari che: a) non passino, o b) non competano, o c) contrino punitivamente
  • divise 6-11 si paga 800, il peggior risultato anche contro la manche certa degli avversari, ma sicuramente la divisione meno probabile.


Ad occhio e croce sembra che i casi favorevoli all’appoggio a salto siano più probabili rispetto a quelli contrari.
Ma non dimentichiamo la statistica.
Con 17 atout totali, secondo Vernes, è più facile ci siano 18 o 19 prese totali (36,5%) piuttosto che 17 (33%), almeno un 10% in più, oppure che le prese siano più di 17 (41%), il 24% in più.
Proviamo ora ad apportare qualche piccola modifica alle distribuzioni.
Diamo ad Ovest una Cuori in più ed una Fiori in meno, come nel diagramma sotto a sinistra, e vediamo cosa succede.
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N-S fanno ancora 8 prese a Cuori mentre E-O ne fanno 11 a Quadri per 19 prese con 17 atout, contro il principio dell’invarianza distribuzionale (vedi cap. III), ed il “passo punitivo” si rivela un boomerang per E-O, che incassano +200 invece di +600.E se Est dichiara, invece di contrare, riusciranno i nostri eroi a raggiungere la manche a Quadri?Osservate, infine, la mano a destra con la Dama di Quadri scambiata con il Re di Fiori. Il passo punitivo costa ancora più caro, perché sono N-S a segnare +730. Le prese totali sono sempre 17 come il numero di atout tra Cuori e Quadri, ma ora sono divise 8 prese a Quadri e 9 prese a Cuori! Ed è da sottolineare come la Dama di Quadri sia più probabile nella mano di Ovest ed il Re di Fiori in quella di Sud per il numero di carte possedute nei relativi colori.
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La mano successiva nel secondo libro di Cohen è riportata sopra. E’ di 17 atout e 17 prese ed il commento dell’autore è testualmente: La bellezza della Legge è che il numero di prese è correlato soltanto al numero di atout e non alla dislocazione delle carte.
Una perfetta sintesi dei corollari di invarianza. E infatti la mano rispetta il terzo principio dell’inversione (è superfluo riportare la distribuzione a mani invertite).
Ma se diamo a Sud l’Asso di Fiori in cambio di una cartina (a sinistra) le prese totali diventano 10 a Picche e 6 a Quadri, cioè 16 prese contro 17 atout. E l’invarianza rispetto agli onori?
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Se invece creiamo un singolo di Picche in Est o in Ovest (mano a destra) le prese sono ora 18 (9+9) contro 17 atout. E l’invarianza rispetto alla distribuzione?
In definitiva, la presa è alquanto mobile e si sposta da una linea all’altra in un’altalena tra 16, 17 e 18 prese totali, altro che invarianza!
Convinti o meno dell’estrema variabilità del numero di prese totali, potremmo anche concludere qui questa carrellata di esempi tratti dai libri di Larry Cohen, ma sarebbe un peccato tralasciare un’ultima interessante smazzata, che riguarda un argomento chiave nell’applicazione della Legge.
Si tratta del famoso “nono” atout, la cui presenza è uno dei principali motivi che spingono ad adottare nuove impostazioni strategiche e tattiche nelle sequenze competitive.

Lo analizzeremo nel prossimo articolo .